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La Buona Sanità che funziona: al Santa Rosa di Viterbo un modello nella cura dell’ictus

VITERBO – La “Buona Sanità” esiste e spesso è più vicina di quanto si immagini. Un’importante conferma è arrivata dall’incontro scientifico promosso dalla ASL di Viterbo dal titolo “Parliamo di ictus – La dimensione umana della cura”, svoltosi ieri presso il Teatro San Leonardo di Viterbo e dedicato a una delle patologie più gravi e diffuse del nostro tempo.

L’evento, organizzato con grande attenzione sia sul piano scientifico sia su quello divulgativo, ha visto la partecipazione di autorevoli specialisti provenienti da diversi ambiti della medicina: radiologia, radiologia interventistica, anestesia, psicologia e specialisti di neurologia. Professionisti di alto livello, noti per la loro attività clinica e scientifica anche a livello nazionale e internazionale, che hanno offerto ai presenti contributi di grande valore.

Particolarmente significativo è stato l’intervento del dottor Fabrizio Chegai, direttore della Radiologia vascolare e interventistica dell’ospedale Santa Rosa e promotore dell’iniziativa, che insieme alla sua qualificata équipe ha illustrato l’efficacia delle più moderne tecniche di intervento nei casi di ictus e di aneurisma cerebrale. Attraverso esempi concreti e dati clinici, è stato mostrato come oggi sia possibile riportare a una vita normale molti pazienti colpiti da queste patologie, a condizione che l’intervento avvenga in tempi rapidi e sia affidato a professionisti altamente preparati che operano con strumentazioni tecnologiche di ultima generazione.

A questo speciale incontro aperto alla cittadinanza, hanno dato il loro contributo i componenti del “comitato scientifico”, Francesca De Sanctis, Nicola Falcone e Alessandro Valenza, che hanno richiamato la capacità di comunicare un protocollo di cura personalizzato e percorsi assistenziali chiari e comprensibili ai pazienti ed ai loro familiari.

Inoltre, non sono mancati gli interventi di medici di grande esperienza, presentati dai colleghi dell’ospedale di Viterbo che ne hanno sottolineato non solo l’elevata preparazione professionale, ma anche l’impegno umano che accompagna il loro lavoro quotidiano. Un elemento, questo, che rappresenta la vera “dimensione umana della cura”, richiamata anche nel titolo dell’incontro e da alcune testimonianze raccontate da pazienti e loro familiari.

Iniziative come questa hanno anche un altro importante merito: informare i cittadini e renderli consapevoli delle risorse presenti sul territorio. L’ospedale Santa Rosa di Viterbo, infatti, può contare su professionalità e tecnologie in grado di affrontare con efficacia situazioni di estrema urgenza come l’ictus cerebrale, sia ischemico che emorragico.

Sapere che nel proprio territorio è attivo un servizio così qualificato rappresenta un motivo di fiducia per la comunità e un esempio concreto di quella Sanità Pubblica che, quando sostenuta da competenza, organizzazione e dedizione, riesce davvero a fare la differenza nella vita delle persone.

Roberto Talotta

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