La candidata sindaco Ciambella interviene sulla vicenda Talete e propone la tariffa unica regionale sull’acqua

di REDAZIONE-

VITERBO- Questa mattina, presso la fontana di Pianoscarano, si è svolta la conferenza stampa della candidata sindaco Luisa Ciambella sulla vicenda Talete. “Il problema – ha esordito –  è che queste tematiche serie in pochi ci hanno messo la faccia nel tempo e quindi vi ho portato una scheda riassuntiva su quello che ho fatto sul tema dell’acqua in consiglio comunale e le proposte”. “Difendiamo l’acqua per il bene di tutti – ha proseguito –  l’acqua è il bene prioritario, ma la gestione dell’acqua da Talete ha dato sempre qualche criticità”. Ciambella è, quindi, partita elencando quello da lei fatto nel 2020, mentre tutti gli altri del consiglio comunale di qualunque colore politico non hanno detto nulla. Il 29 giugno 2020 ha depositato un esposto alla Procura della Repubblica, Corte dei conti ed Anac a sua firma e di altri 8 consiglieri comunali di altri comuni. I punti principali erano: procedure anomale premi al personale segnalati dall’organismo di controllo; incarichi tecnici affidati direttamente e senza rotazione dal 2014 al 2020, per 549 mila euro, incarichi a consulenti affidati senza gara a 285 mila euro, incarichi a professionisti della privacy per trasparenza senza gara  nei tre anni 2018-19 e 2020 per quasi 123 mila euro, lavori affidati a sanatoria dopo l’esecuzione. “A seguito dell’esposto – ha evidenziato Ciambella- le autorità competenti hanno accertato che: dicembre 2020 atto di costituzione in mora della Corte dei conti che riporta testualmente: “condotte gravemente colpose, mala gestio, 6 milioni e mezzo  di presunti danni erariali  di Talete spa con la costituzione in mora di 15 persone che facevano parte della consulta d’ambito dell’epoca nell’anno 2015. Maggio 2021: conclusione di una parte delle indagini della Guardia di Finanza: gli accertamenti effettuati hanno riscontrato per alcuni dirigenti, amministratori di Talete ipotesi di reato, articolo 323 cdp, abuso d’ufficio. Conseguentemente sono stati trasmessi tutti gli atti alla Procura generale della Corte dei Conti. Quindi, non solo la sottoscritta ha inviato quei documenti alla Procura ed alla Corte dei conti, ma la stessa Procura, dopo aver vagliato il procedimento e in molti casi si trattava di reati possibili, ma prescritti, li ha trasmessi comunque alla procura della Corte dei conti”. Ciambella ha poi ricordato la data del 13 febbraio 2020, quando lottò per chiedere un consiglio straordinario sulla questione della Talete spa, che aveva deciso di aumentare la tariffa giustificandola con la richiesta di finanziamento di Arera (40 milioni di euro) “che a tutt’oggi non sono arrivati”. Marzo 2021: contestazione fatture. “La sottoscritta insieme ad alcuni avvocati, oggi in lista con me, abbiamo presentato questo reclamo: la legge consente al cittadino consumatore di chiedere conto alla società che non fattura e gestisce il servizio non correttamente. I cittadini reclamavano perché nelle fatture non erano rappresentati graficamente i consumi dell’utenza, previsti invece per legge e poi erano inseriti importi con la descrizione “partite pregresse” senza informazioni  in merito agli anni di riferimento e conguagli di ogni singolo comune. Poi vi era il deposito cauzionale applicato in assenza di un contratto di fornitura. Cose fatte in maniera difformi dalla legge”. Poi Ciambella ha aggiunto: “Ultima notizia: Talete spa è stata sanzionata dall’Arera a pagare una sanzione di quasi 9 mila euro. C’è una ciliegina che abbiamo scongiurato in ogni modo: si è deciso in assemblea che entro il 10 di giugno si vota per decidere per privatizzare il 40 per cento della società. Lo fanno i consigli comunali. Dal mio punto di vista avrei qualcosa da dire anche sulla procedura perché prima di decidere la privatizzazione, i comuni preventivamente devono esprimersi sulla privatizzazione, invece, qui si è fatto l’inverso. Davanti al fatto compiuto i comuni sono obbligati a esprimersi entro il 10 di giugno. Chiunque arriverà in Comune nella data di insediamento non potrà invertire la tendenza e siccome Viterbo ha il 21% della società,  è determinante nella scelta. E’ pur vero che il commissario si occupa di cose ordinarie, ritengo che questa sia una questione straordinaria, perché riguarda il futuro della partecipata forse più importante e sarebbe corretto e noi questo lo formalizzeremo a tutte le autorità competenti per dire che c’è una scelta strategica che deve essere fatta dai Comuni prima delle elezioni e Viterbo il 10  di giugno non avrà una giuda amministrativo- politica, di conseguenza bisogna rispettare la volontà dei cittadini. Non basta dire siamo per l’acqua pubblica. Chiederemo che la volontà popolare venga rispettata e che questa decisione possa essere procrastinata almeno alla fine di agosto. Chiunque si insedierà infatti in Comune, prima del 10 di luglio non potrà farlo. I tempi tecnici richiedono questo. Mi aspetto la condivisione di questa proposta da parte di tutti quelli che si proclamano per l’acqua pubblica. Inoltre, parliamo della tariffa unica regionale. C’è una statistica del rincaro delle bollette idriche e Viterbo è al terzo posto in ambito regionale con un servizio che è rimasto lo stesso. Chi paga di meno in provincia è perché non è entrato in Talete ma non avrebbe dovuto farlo. Siamo, quindi, sempre alle solite discriminazioni che nessuno si è preso la briga di sanare. La soluzione esiste e si chiama tariffa unica regionale. C’è una proposta di legge popolare e aderiremo appena entrati in comune a questa proposta: non possiamo essere condannati a pagare l’acqua in maniera più alta degli altri solo perché siamo una popolazione minore e dispersa sul territorio, con condotte molto lunghe rispetto agli altri centro urbani. L’amministratore sano va in Regione a dire di fare una proposta di tariffa unica regionale perché  non è pensabile che chi sta in un territorio come il nostro rispetto a Frosinone e Latina possa solo per queste questioni pagare di più.  Con la tariffa unica regionale i cittadini di Viterbo non solo  diventerebbero cittadini di serie A  come gli altri, ma ci sarebbe un elemento di equità sociale che si inserisce  in tutta la regione Lazio. Il comune di Frosinone è stato il  primo a sposare questa proposta. Noi ci impegniamo a fare questo. Perché nel momento in cui non riusciremo a bloccare la privatizzazione, possiamo chiedere la tariffa regionale e quindi questo è il nostro impegno sull’acqua per tutti”.

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