Università Unimarconi

La certezza dello sguardo, opera di Luciana Ghisi, mostra di Massimo Scaringella: inaugurazione 10 maggio

ROMA – Nella ricerca artistica degli ultimi anni, Luciana Ghisi ha assorbito le suggestioni della pittura astratta per creare una pittura materica dalla trama fitomorfa che, guardando più da vicino, danno una visione naturalistica. I suoi dipinti sviluppano in questi spazi dilatati una visione completa del suo “guardare dentro” un paesaggio o le suggestioni del cosmo. La sintesi della dimensione umana e vegetale si compone e ricompone attraverso forme e colori tradizionali. Le sue opere sembrano accompagnarci nel continuo fluire della vita e delle stagioni, riflettendosi in immagini astratte e sfumate, un diffondersi di luci e colori gioiosi o solchi di colori più scuri ad evidenziare un lento ma inesorabile passare del tempo. Non tradizionali sono le forme che sceglie per rappresentare questo mondo, che assume un aspetto visivo, dove anche la natura sembra provenire da un inconscio personale, in cui forme e simboli sono solo apparentemente perseguiti. Una totale assenza di linee rette, con pennellate che tendono a racchiudersi in possibili elementi totemici o meteoriti, a ricordarci che oltre la soglia c’è il buio e non sappiamo cosa troveremo. In questa fase del suo lavoro Luciana Ghisi vuole far credere l’idea stimolante e allo stesso tempo provocatoria che fare arte è entrare nell’anarchia dell’assenza della struttura. Questo ingresso intimo in una visione solitaria richiede chiaramente una sobrietà nei colori, mai intensi nella loro tonalità, mai abbaglianti nella loro luminosità, ma piuttosto il contrario: assorbenti della luce. Le pennellate determinano un canale di colore che scorre con una sapiente evoluzione di pieni e vuoti, dosati con un’apparente calma e un’inquietudine interiore che in ogni cosa evoca la ricerca del Sé. Ma al contrario questi lavori rinviano a una visione concreta del mondo dell’oggi, in cui l’artista ha ben presente le assimilazioni che derivano dai diversi incroci culturali incontrati durante il suo percorso creativo. A voler significare che comunque l’arte, anche oggi, rimane sempre l’unico segmento esistenziale tra la speranza umana e la poesia.
Con il linguaggio dell’inconscio, l’artista invita ad affidare il messaggio poetico all’immagine evocata. E attraverso questa, lo spettatore attento potrà distillare dall’esperienza artistica di Luciana Ghisi l’urgenza di un formalismo che, in senso stretto, è una specifica rivendicazione dell’astrattismo classico. Il quale, con ampie evocazioni del naturalismo, proclama un’evidente vocazione a porre il suo sguardo profondo sulla natura circostante.

Museo Crocetti
Via Cassia 492 – Roma
10 – 21 maggio 2024
Il Museo è aperto da lun. a ven.: dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00
Sabato: orario continuato dalle 11:00 alle 19:00 – Domenica: chiuso

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