La Città di Viterbo ha festeggiato con calore il riconoscimento dell’Unesco alla Macchina di S. Rosa, patrimonio culturale e immateriale dell’umanità

Dopo la commossa celebrazione religiosa dell’ostensione straordinaria del Cuore di Santa Rosa (8 dicembre,ore 15,30),Cuore SRosa SLoren 8dic officiata dal monsignor Lino Fumagalli in Cattedrale alla presenza di tutte le autorità cittadine, per il riconoscimento dell’Unesco alla Rete delle grandi Macchine a Spalla di cui fa parte la Macchina di Santa Rosa, il folto pubblico si è spostato all’interno della Sala Alessandro IV del Palazzo Papale per ascoltare le testimonianze di quanti hanno partecipato ai lavori dell’ottavo Comitato intergovernativo dell’Unesco.

A Baku (Azerbaijan) il 4 dicembre è stato conferito alla Macchina di Santa Rosa e alle altre tre realtà – ovvero Palmi (Varia), Sassari (Candelieri) e Nola (Gigli) – il prestigioso titolo di Patrimonio culturale e immateriale dell’umanità. La funzione religiosa si è svolta nell’ambito della festa promossa dal Comune, Sodalizio Facchini di Santa Rosa e Diocesi di Viterbo.

Un parterre d’eccezione ha dato il via all’evento con appuntamenti culturali che si svilupperanno nel prossimo anno e ha ascoltato con attenzione i relatori.tavolo rel SRosa 8dic

Leonardo Michelini, sindaco di Viterbo, reduce da Baku (Azerbaijan) ha raccontato con dovizia di particolari la trepidazione e l’attesa per la nomina della Macchina che tardava ad arrivare ma anche l’entusiasmo e gli applausi liberatori dei delegati dell’Unesco, a conferimento avvenuto. Ed ha ricordato che tutto è stato possibile grazie all’apporto di quanti, nelle precedenti amministrazioni, hanno creduto nel progetto.

Anche Massimo Mecarini (applauditissimo), presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa e Giacomo Barelli, assessore alla cultura del Comune, entrambi presenti a Baku, hanno raccontato le loro impressioni rilevando che non ci fosse stata la Rete a fare squadra, Viterbo non avrebbe mai ottenuto la nomina.. Com’è successo alle città di Gubbio (I Ceri), Venezia (Carnevale), Siena (il Palio) che si sono presentate singolarmente, e sono state bocciate. Certo la Macchina di Santa Rosa, grazie ai Facchini, è tutta un’altra cosa, è unica, e ora è anche riconosciuta da tutto il mondo. Bisogna però saper mantenere, nel tempo, l’onere di tale riconoscimento.

Marcello Meroi, presidente della Provincia di Viterbo e Giulio Marini (ex sindaco di Viterbo che ha seguito e sostenuto durante la sua Amministrazione la pratica per la nomina della Macchina) hanno ricordato l’emozione e gli sforzi fatti negli anni passati per far realizzare il Trasporto, come sempre motivati dall’amore e la fede per la Santa.

E infine don Luigi Fabbri vicario generale della Diocesi di Viterbo, ha posto l’attenzione sull’importanza della festa religiosa che contraddistingue il Trasporto della Macchina di Santa Rosa, unico nel suo genere. L’incontro è stato condotto dalla giornalista Cristina Pallotta.politici Sala AlesIV SRosa 8dic

Tra i numerosi assessori e consiglieri comunali, provinciali e regionali erano presenti anche il senatore Giuseppe Fioroni e il deputato Alessandro Mazzoli e tanti Facchini, piccoli e grandi, alcuni membri del Corteo Storico e moltissimi viterbesi devoti alla Santa. E la festa continua.

   

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