di MARIELLA ZADRO-
TOLFA (Roma)- Con la commedia “Mitiche” la piéce di Pina Luongo, la Compagnia viterbese Teatro Faul ha vinto la settima edizione del Festival Atti Unici di Tolfa. Nove compagnie si sono alternate sul palco del teatro Claudio, per due serate ed un pomeriggio, portati in scena spettacoli della durata massima di 45 minuti, alcuni con testi originali, altri con adattamenti di autori famosi.
Il Festival con il supporto del Comune, ed organizzato dalla compagnia tolfetana “Il Barsolo” che quest’anno ha compiuto 30 anni d’ attività, è stato presentato da Silvia Orchi.
La giuria tecnica composta dalla presidente della giuria tecnica Simona De Paolis, regista de “Il Barsolo” e dai giurati Sergio Cecchetti, attore, Franco Carraffa, attore e regista, Tomasa Pala, ex assessora alla cultura di Tolfa e dalla giornalista Cristiana Vallarino; non ha avuto compito facile nell’assegnare i vari premi, in quanto le singole compagnie sono risultate di altissimo livello.
Sono state valutate l’originalità, la capacità tecnico teatrale, l’armonizzazione scenica, ed il messaggio emozionale.
“Lo spettacolo, adattamento di un testo più complesso, articolato, con più attrici, ha saputo collegare mito e attualità con maestria. Affrontando, con originalità di scrittura, temi come violenza di genere, stereotipi femminile, dramma dei migranti”.
Questa la menzione che ha visto al primo posto lo spettacolo “Mitiche” a seguire una ricca rosa di premi
Migliore attore protagonista è stato Annibale Izzo, che ha scritto e diretto l’atto unico “Ascoltare oltre il silenzio” un testo teatrale emozionante sul dramma delle Foibe, portato in scena dal “Teatro popolare di Tarquinia”.
Migliore attrice è andata a Roberta Falcone, giovane e frizzante protagonista di “Prestazioni occasionali” di Francesco Brandi e diretto da Massimo Pettinari della compagnia di Pomezia “Il Cassetto nel sogno”.
Come migliore caratterista maschile ha avuto il riconoscimento Gianmarco De Fazi, voce possente della compagnia di Civitavecchia “Il Serapeo” per la cui rappresentazione si è ispirata a un’opera di Bosch, l’autrice Daniela Sisti, anche regista con Antonio Balsinelli.
Marina Ammassari è stata riconosciuta come migliore caratterista donna, grazie alla sua interpretazione di una paziente psichiatrica dello spettacolo “Toc toc … disturbo” adattamento della compagnia civitavecchiese “Quint&ssenza” diretto da Maura Sartorelli, attrice alla sua prima prova da regista.
La targa da migliore regista è andata a Enrico Maria Carraro Moda, in scena, nell’opera a firma di Raymond Carver “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”.
Il premio della critica è andato a “Gli avanzati”, giovane compagnia di Lucca che ha messo in scena “Tre per uno” testo originale sulla ricerca dell’io del regista e attore Lorenzo Bonaccorsi, ispirato al teatro dell’assurdo con rimandi cinematografici.
Il voto della giuria popolare ha scelto come miglior atto unico quello di “Quint&ssenza” per la sua capacità di far ridere dai tic e dai disturbi, di un gruppo di strani pazienti in attesa in uno studio medico. A consegnare la targa Anna Piermarocchi in rappresentanza degli abbonati del Claudio.
Quattro le menzioni d’onore assegnate dalla giuria tecnica: Antonio Tricamo della Compagnia “Il Gabbiano” di Civitavecchia – quella come miglior autore che ha firmato “Oltre il tunnel del dubbio”, rappresentando il pentimento di un aguzzino nazista; Marco Fiorani, del “Piccolo Palcoscenico” di Pomezia, per l’interpretazione di una storia (vera) nel nonno prigioniero in un campo inglese in “Wop Camp n.78”. Menzione per l’affiatamento sul palco, per i 4 protagonisti di “Prestazione occasionale” mentre Eleonora Ricci, per la sua spiritosa versione della dea Tacita Muta nelle “Mitiche”.










