La Confesercenti si riorganizza e cambia lo statuto

di WANDA CHERUBINI –

VITERBO – La Confesercenti si rinnova e si riorganizza sia internamente che esteramente rispetto ai servizi da erogare. Lo ha annunciato questa mattina il direttore Vincenzo Peparello, che ha affermato: “Il nostro intento è quello di stare il più vicino possibile alle imprese sia per alcuni prodotti che servizi, in particolare orientati sul credito, la formazione e l’internazionalizzazione con personale qualificato. Vogliamo portare questi servizi il più possibile vicino al territorio con strutture dedicate.  Sono importanti – ha proseguito – anche i parternariati pubblici- privati che nascono sul lavoro, come l’alternanza scuola- lavoro. Abbiamo adesso approvato il bilancio ed avvieremo un’azione capillare sul territorio. Con il Miur, ad esempio,  abbiamo firmato a livello nazionale e regionale i protocolli per una  condivisione dello sviluppo compatibile, soprattutto mettendo al centro le imprese ed il territorio.

Faremo entro fine gennaio delle iniziative più specifiche sui vari  settori, come turismo ed area termale. Siamo, infine, contrari alla tasa di soggiorno per tutta una serie di motivi, visto che i costi spesso ricadono sugli stessi imprenditori. Come organizzazione abbiamo anche stilato un decalogo, in cui evidenziamo come ci debba essere una strategia con i turisti che devono essere informati di quello che trovano e che una parte dei  loro soldi verrà reinvestita dalle imprese per una maggiore attezione agli stessi turisti e nella commercializzazione.

E’ cambiato – ha concluso Peparello- anche lo statuto nazionale. La Confesercenti sarà rivolta proprio alle imprese, a loro tutela, soprattutto a quelle che hanno difficoltà  ad internazionalizzarsi. Inoltre, presteremo attenzione a tutelare le stesse dall’abusivismo ormai dilagante. Quest’anno  su 397 milioni di presenze mancano all’appello ben 225 milioni di presenze, a causa di strutture come case vacanze e bad & breakfast non autorizzati. A Roma è risultato che il 57 per cento dei B&B non era autorizzato”.

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