La Famiglia Addams al teatro Pocci di Tuscania

TUSCANIA (Viterbo)- Al Teatro Pocci di Tuscania da qualche mese regna un’atmosfera gotica e decadente, eppur sfarzosa. Colonne, armature, clavicembali e scalinate. È la casa della famiglia Addams. Liberamente tratto dalla serie americana degli anni ’60 creata da Charles Addams, celebre vignettista statunitense, La famiglia Addams riporta a teatro quell’ambientazione fatiscente, delirante e accattivante che generazione dopo generazione continua a conquistare il grande pubblico di tutto il mondo, creando dei veri e propri nuovi archetipi dell’immaginario contemporaneo.
Ci sono tutti i nostri personaggi del cuore: Gomez, Morticia, Fester, Lurch, il cugino Itt, la nonna, Mano, i bambini. A far da contrappunto a questo coro di voci grottesche, strampalate e deliranti ci sono i rappresentanti della “gente normale”: il candidato sindaco, l’assicuratore etc. Lo spettacolo mette in scena l’episodio, tratto dalla serie originale, in cui gli Addams sono alle prese con le elezioni. Il loro è un mondo autoreferenziale che in qualche modo snobba, con fare aristocratico, la società. Gli Addams sono illustri rappresentanti della società “incivile”: mangiano insetti, i loro figli giocano nelle paludi con bambole senza testa, la loro casa è popolata di personaggi surreali e mostruosi come il cugino Itt, Mano, Lurch e Fester.
Il loro nemico giurato è il progresso: guardano alla modernizzazione come una sciagura apocalittica e detestano in buona sostanza tutto ciò che gli altri identificano come civile. Eppure, nella loro follia, gli Addams sono guidati da una grande dignità e coerenza, risultando perfino etici. Ci si innamora un po’ di questo mondo di valori al contrario, soprattutto quando esso si scontra con l’ipocrisia del mondo esterno.
Gli Addams posseggono un’intelligenza raffinata. Sono degli outsider consapevoli, conoscono i meccanismi della società e li sfruttano per perseguire i loro interessi. Eppure, sono squisitamente genuini e palesemente disinteressati a tutto ciò che esuli lo loro strana famiglia bislacca, della quale sono estremamente orgogliosi. Il loro è un mondo chiuso, elitario, e distorto, che però non presenta conflitti, ma dove al contrario regna una mostruosa armonia.
Nello spettacolo gli Addams sono impegnati con la campagna elettorale. Non è però la politica il soggetto della storia, quanto piuttosto quel gioco curioso e distopico che coinvolge la collettività, eletti ed elettori, vinti e sconfitti, in una prospettiva rovesciata dove la scala dei valori risulta completamente sabotata, e dove, nonostante le stranezze, le abitudini orrende, la mostruosità di certi personaggi e il non senso generale, lo spettatore trova una sua zona di comfort, che è quasi un sollievo dalle tensioni e dalle incombenze della società cosiddetta normale.
Gli Addams tutto sommato ci appaiono più umani di quanto non vogliano sembrare. Il loro modo di essere, libero, smaliziato e controcorrente ci coccola un po’, donandoci una tregua dai doveri e dall’apparenza della società che si definisce civile, ma che tutto sommato civile non è. E ci diverte immaginarci per un istante creature parte di quest’universo scriteriato, inquilini di questa casa lugubre e decadente, aristocratica e sprezzante che fa sembrare il mondo esterno così banale, ipocrita e noioso. La famiglia Addams ci ricorda l’importanza sociale e collettiva dell’ironia e dell’umorismo sottolineando il tema universale e trasversale che, per fortuna, “nessuno è perfetto e nessuno è normale”.
La scenografia e i costumi, curati con dovizia di particolari dall’occhio visionario ed eclettico del regista Stefano Ciccioli, e dalle mani capaci di Lanfranco Tenti, Gianni Sini e Roberto Caponigro, sono protagoniste assolute della rappresentazione e di grande impatto. Lo spettacolo, autoprodotto, nella sua forma così articolata e complessa è dominato dallo spirito folle e grottesco degli Addams, che è poi quello che meglio rappresenta il gruppo di lavoro dell’Associazione Tuscania d’Arte, attiva dal 1996. La famiglia Addams è il quinto di una serie di commedie per la regia di Stefano Ciccioli molto care al pubblico locale e non: Cenereantola, Pinocchio, Terremotati e Confusioni. Tornano nel cast gli attori storici del gruppo come Giuseppina Brunori (Morticia), Fiorenzo De Stefanis (Fester), Gianni Sini (Lurch), Stefania Pucciotti (Malinconia), Sandra Tizi (Flora), Gianna Perugini (Fauna), Roberto Caponigro (il candidato sindaco Mario Cuomo), Bruno Paoletti (Bass), Valentina Fava e Fernanda Nicolai (cugino Itt), insieme a nuovi interpreti come Gabriel Aguilera (Gomez), Antonella Moretti (Ofelia), Olimpia Pacini (Principessa Millicent), Marco Rocchi (Lauren), Cinzia Ciccioli (Grandmama), Stefania Boccacci (Trivia) e Piero Pantalei (Fred). Con la partecipazione straordinaria dei giovanissimi attori Federico Lesen (Pugsley) e Elisa Baffo (Mercoledì). Per i costumi, noleggiati presso la famosa sartoria teatrale Annamode Costumes (Roma), il regista si è avvalso della maestria della sarta Giuseppina Corletti e della preziosa consulenza e amicizia di Francesca Brunori, orgoglio della città di Tuscania, costumista per prestigiosi progetti teatrali e cinematografici con registi del calibro Wes Anderson, Steven Soderbergh, Sofia Coppola, Roman Polansky, Peter Greenaway. La produzione e l’ufficio stampa sono a cura di Ione Kerr Ciccioli, le foto e i video di Thomas Overal, le luci sono di Antonio Pellegrini (Promoservice Tarquinia), il supporto tecnico luci e audio di Roberto Caponigro, le acconciature di Colomba, il trucco di Esteticamente di Sandra Tizi, la grafica di Pool Grafica. Si ringraziano La Primavera, Glam Via e Giovanni Gualdrini per gli oggetti di scena, Maria Cinzia Ciccioli per coordinamento e assistenza alla regia e Giorgia Bevini per il supporto organizzativo.

Le repliche si svolgeranno il 30, 31 maggio e 1, 7, 8 e 9 giugno alle ore 21:00 presso il Teatro Pocci. L’ingresso, fino a un massimo di 99 persone per replica, è consentito ai soli soci muniti di tessera, inclusa nel biglietto di ingresso di 10€ acquistabile in prevendita presso i punti vendita Aria di Casa di Gianni Sini, via 24 Maggio e Calzature 87 di Filippo Mencancini in via Isonzo, Tuscania. Per info: teatropoccituscania@gmail.com

 

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