La ferrovia Civitavecchia Capranica Orte e il contratto d’asse per lo sviluppo sociale ed economico del territorio

La proposta di un contratto d’Asse similmente al contratto d’AXE francese per la riattivazione dei territori lungo la ferrovia Civitavecchia Capranica Orte è ciò che è emerso dalla Giornata di studio organizzata dal Dipartimento di architettura dell’Università degli studi di Roma Tre, da Percorsi di Resilienza e da ReUHREF . Presente il comitato scientifico al completo nelle persone dei professori Mario Cerasoli, Chiara Amato, Chiara Ravagnan, Gianluca Mattarocci.

Ha portato il saluto dell’Università, il direttore del dipartimento prof Giovanni Longobardi.

Il prof Mario Cerasoli con la sua relazione introduttiva ”Fenomeni insediativi, modelli di mobilità e territorio: prospettive post(post) Covid?“ ha precisato l’importanza del recupero delle ferrovie secondarie per la riattivazione dei territori ed ha presentato lo studio iniziato nel 2021 dagli studenti del Laboratorio di urbanistica che dimostra la relazione esistente tra il territorio e le ferrovie secondarie.

Il loro abbandono o dismissione ha detto il prof. Cerasoli, ha provocato la decadenza dei borghi e piccoli paesi.

La giornata di studio è stata suddivisa in sezioni. Nella prima sezione sono stati affrontati temi, quali: la validità del contratto d’Asse per la rigenerazione dei territori fragili, prof.ssa Chiara D’Amato Università Roma Tre; il rilancio e riuso delle ferrovie in dismissione, prof.ssa Chiara Ravagnan dell’Università La Sapienza; rispetto la concorrenza nel mercato delle ferrovie e qualità del servizio di mobilità, prof Gianluca Mattarocci dell’Università Tor Vergata; il dott Claudio Calvelli sul lavoro che svolge Fondazione per il recupero e la valorizzazione delle ferrovie secondarie; la dott.ssa Angela Dondoli della Direzione generale mobilità della regione Toscana le esperienze positive che la Regione Toscana ha fatto in questo settore; il Prof Paolo Urbani ha chiuso i lavori della prima sessione, precisando il quadro normativo esistente per la realizzazione del contratto d’asse.

Nella seconda sessione della giornata di studi si è entrati nel merito delle attività per il recupero delle ferrovie quali motore di sviluppo per i territori fragili. Ne hanno parlato per la ferrovia Fano-Urbino, Carlo Bellagamba e Salvatore Russo Remondini. Per la ferrovia Civitavecchia Capranica Orte il presidente del Comitato per la riapertura della ferrovia dei due Mari Raimondo Chiricozzi, il Sindaco di Gallese Danilo Piersanti coordinatore degli enti locali per il comitato, il prof Gabriele Bariletti tecnico del comitato, il prof Mario Cerasoli.

I lavori degli studenti esposti in una apposita mostra sono stati presentati da Arturo Becchetti e Fabrizio Felici.

La giornata si è conclusa con la tavola rotonda diretta dal prof Mario Cerasoli, al quale hanno partecipato la prof.ssa Paola Pucci del dipartimento Architettura e studi urbani del Politecnico di Milano e la dott.ssa Sabrina De Filippis di Trenitalia.

Le notizie positive per la Civitavecchia Orte ormai ci sono e sono venute dai rappresentanti delle istituzioni regionali a più riprese. Anche ben tre università romane, al convegno, ne hanno dichiarato l’importanza interessandosi della ferrovia e proponendo azioni concrete per il recupero e il riequilibrio del territorio.

La riapertura della Civitavecchia Capranica Orte o ferrovia dei Due Mari è vantaggiosa per la stessa Roma capitale, che potrà far scorrere i treni viaggiatori all’interno dell’anello ferroviario, senza che altri tipi di mobilità lo intasino.

La riapertura della linea può in particolare mitigare il ruolo accentratore di Roma capitale, favorire il turismo, creare sviluppo sociale ed economico nel territorio.

Vanno colte infatti le opportunità storiche che si sono presentate al territorio quali la creazione avvenuta della Zona Logistica Semplificata che interessa ben 29 paesi del viterbese e il riconoscimento CORE del Porto di Civitavecchia. Ciò dimostra l’importanza per lo sviluppo del legame del Centro Italia, l’Umbria, la Tuscia, l’Etruria, Civitavecchia e il suo hinterland ed è il riconoscimento della validità della proposta del comitato volta alla realizzazione di un‘area vasta.

L’art 4 del Regolamento europeo e del Consiglio sugli orientamenti della Unione Europea per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti, precisa fra l’altro l’importanza di creare coesione sociale attraverso l’accessibilità e la connettività di tutte le regioni dell’Unione, comprese le regioni remote, ultraperiferiche, insulari, periferiche e montane e le zone scarsamente popolate e la rimozione delle strozzature.

Altro punto qualificante la realizzazione dell’effetto rete o a maglie che si concretizza con la connessione fra le linee ferroviarie esistenti e quindi anche la realizzazione dell’anello ferroviario Circumcimina che potrebbe divenire una metropolitana leggera a servizio della metà degli abitanti della Tuscia.

La giornata di studio conferma con forza quanto il ritorno alla modalità ferroviaria soprattutto per il servizio merci, ma anche viaggiatori e turistico, favorisca il rispetto dell’ambiente, e la necessità che la conversione ambientale non possa rimanere uno slogan. Il ritorno al ferro, infatti, è il futuro della mobilità.

La giornata di studio ha fatto emergere valide proposte. Occorre far seguire azioni concrete se vogliamo dare gambe solide alle idee.

Raimondo Chiricozzi

FERROVIA DEI DUE MARI
COMITATO PER LA RIAPERTURA DELLA FERROVIA CIVITAVECCHIA CAPRANICA ORTE

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