di MARIELLA ZADRO-
VITERBO- “Dio, io figlio come posso pregare per mio padre? Come posso prepararmi alla mia paternità alla luce della sua?” Questi i primi versi della preghiera per i “Padri” scritta da don Bruno Marini che ha concluso la Santa Messa per la Festa di San Giuseppe celebrata presso la chiesa della Sacra Famiglia a Viterbo.
Celebrata dal parroco don Luca Scuderi e concelebrata con don Dante Daylusan Villanueva alla presenza della Confraternita di San Giuseppe e il coro parrocchiale che ha sottolineato la cerimonia, con i canti liturgici.
Don Luca, dopo aver ricordato che la Festa del papà coincide con il giorno di San Giuseppe, proclamato dalla Chiesa cattolica protettore dei padri di famiglia e patrono della Chiesa universale, ha commentato il vangelo.
“Ogni volta che celebriamo la festa di San Giuseppe, ha commentato don Luca, mi vengono in mente le ingiustizie che San Giuseppe ha ricevuto: aveva un progetto di vita e Dio glielo ha cambiato, ha vissuto all’ombra di Maria e viene rappresentato come un uomo maturo. Giuseppe è stato scelto da Maria e condiviso con Lei il progetto di famiglia. La figura di Giuseppe è molto vicina a tutti noi, tutte le volte che nella nostra vita le vicende accadono, quando non comprendiamo i disegni di Dio. Giuseppe ha saputo accogliere gli eventi. Si è fidato dell’altro, un atto quindi che rappresenta una delle esperienze più importanti e delicate nelle relazioni interpersonali”.
Al termine, dopo aver rivolto un ringraziamento e un applauso ai componenti la Confraternita per la loro costante presenza, un momento conviviale con le “Frittelle”, dolce tipico della festa ben confezionate da Rossana, Carla e Linda, nel rispetto della tradizione.















