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La Fiera dell’Annunziata: le origini

VITERBO- Riceviamo e pubblichiamo: “Oggi non ha certo l’importanza che aveva nella civiltà contadina quando certe mercanzie si potevano trovare solo una volta all’anno, tuttavia la Fiera dell’Annunziata conserva ancora per i viterbesi il suo fascino di festa primaverile che invita ad uscire all’aria aperta per curiosare tra le bancarelle e comprare almeno il “cartoccio” di frutta secca per non tornare a casa a mani vuote.

Le origini di questa fiera risalgono alla prima metà del secolo XVII e sono strettamente legate alla chiesa di S. Maria delle Fortezze, che oggi vediamo mutilata dai bombardamenti del 1944, i cui resti architettonici e decorativi ci parlano ancora di quella che doveva essere la bellezza di questo tempio edificato agli inizi del 1500.
La chiesa ed un piccolo convento furono concessi ai Frati Minimi di S. Francesco di Paola che, con il loro stile di vita improntato a radicale povertà e spirito di penitenza, raccolsero ben presto la stima e l’ammirazione dei viterbesi.
Nel Luglio del 1634 i Frati, probabilmente raccogliendo i desiderata del popolo, inoltrarono al Consiglio Comunale di Viterbo la richiesta di poter fare “una fiera libera nel luogo delle Fortezze per il giorno dell’Annunziata … ai giorni due avanti e due dopo la medesima festa”. La richiesta fu accolta favorevolmente dal Consiglio e il 25 Marzo 1635 si tenne la prima fiera di merci e bestiame nel prato, allora libero da costruzioni, che dalla chiesa delle Fortezze si estendeva fino a Santa Maria in Gradi.
Nei cinque giorni della fiera, frequentata da venditori e compratori provenienti da tutto il circondario, venivano concesse notevoli agevolazioni fiscali che favorivano il commercio in un tempo in cui non era facile offrire e reperire generi di consumo e attrezzature indispensabili per il sostentamento e per il lavoro.
Per la straordinarietà dell’evento le autorità comunali, dato che “sarebbero affluiti tanti forastieri che potevano venire e partire liberamente con le robbe e gli animali”, predisposero un servizio d’ordine rafforzato per sorvegliare le strade di accesso alla fiera. Evidentemente i borseggiatori non mancavano nemmeno a quei tempi”.

Don Mario Brizi
Parroco Emerito di S. Maria Nuova

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