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La Fortezza: “Cancel culture e pavidità politica: l’osceno binomio che prova a riscrivere la storia della G.I.L.”

VITERBO- Riceviamo e pubblichiamo: “Stomachevole. Non riusciamo a trovare altro aggettivo riguardo la piega presa dal dibattito sull’opportunità di applicare nuovamente una scritta – peraltro non quella originale – che ricordi la funzione per cui nacque il Palazzo della G.I.L. di via Tommaso Carletti.

Così l’associazione La Fortezza in merito all’opera di riqualificazione del liceo classico Buratti di Viterbo dove sulla facciata dell’edificio scolastico è apparsa la scritta “Casa del balilla”, in riferimento all’utilizzo dell’immobile in epoca fascista. Per l’associazione, quindi, si tratta di “cancel culture”: “Un vero e proprio tentativo di cancel culture in nome dell’antifascismo più inutile, vuoto e pretestuoso, che basa la sua ragion d’essere esclusivamente sulla negazione della storia. E a cui non basta – a quanto pare – la violenza già subita dalla stessa storia intitolando il liceo classico cittadino insistente nell’edificio aa un militare che in piena guerra e sotto i bombardamenti angloamericani pensò bene di passare al servizio del nemico dopo aver combattuto da volontario in camicia nera a fianco dei franchisti durante la guerra civile spagnola”. Inoltre, l’associazione aggiunge: “Del resto, già nel 2015 Laura Boldrini riferendosi all’Obelisco del Foro italico propose di cancellarne l’intitolazione, la sua stessa ragion d’essere: un vizio di famiglia che i compagni viterbesi continuano impuniti a coltivare. In attesa del pronunciamento della Sovrintendenza, riteniamo che gli Enti preposti abbiano agito in modo corretto restituendo un titolo perfettamente attinente all’immobile. Salvo smentita, non crediamo che l’iniziativa sia stata presa a caso ma che risponda a precisi criteri”.

La Fortezza Viterbo

(photo credits: beniculturalionline.it)