La grande festa di Sant’Angelo tra cori e fiabe

SANT’ANGELO DI ROCCALVECCE ( Viterbo) – Domenica 26 settembre una grande festa si è svolta presso Sant’Angelo, ormai noto a tutti come “Paese delle Fiabe”. Una festa nel senso più vero del termine poiché priva di ogni aspetto commerciale, spesso di scarsa qualità, e piena, invece, della voglia di aprirsi alla cittadinanza tutta della Tuscia e d’Italia.

L’occasione per onorare il patrono del luogo, San Michele Arcangelo, si è fusa con la nuova caratteristica di Sant’Angelo: l’arte in ogni suo aspetto.

Andiamo con ordine.

La celebrazione della Santa Messa, alle ore 10.00, ha visto l’esibizione del Grop Corâl Vidulês, un coro formato da cantori d’origine udinese (Vidulis di Dignano) sceso nella Tuscia proprio per l’evento. Guidato dal maestro Mauro Vidoni e accompagnato al piano da Sara Gugliuzzo, il gruppo (nato nel 1983) ha arricchito la funzione con esecuzioni impeccabili tratte da un repertorio quarantennale: la musica sacra (Ave Maria, Kyrie Eleison), il patrimonio folcloristico del Nord Italia e quello popolare sudamericano (Ciu ciu, canto che viene dall’Argentina) si sono fuse impeccabilmente alla liturgia condotta dal parroco don Mauro creando un’atmosfera di larga suggestione e spiritualità assai insolita per i nostri luoghi.

Il coro si è poi spostato in piazza per l’inaugurazione della statua di Alice, opera dell’artista graffignanese Stefano Orlandini. L’opera, che ritrae una sognante Alice con la propria gattina Dinah, va a ornare sia il borgo che la casa-vacanze “La casa di Alice” di Giuliano Casciola che, con l’aiuto del laboratorio marmi di Gianmario Proietti, ha reso possibile l’installazione. Qui il gruppo ha eseguito dapprima il nostro inno comune, Fratelli d’Italia, e quindi la bellissima Alice theme composta da Danny Elfman per il film Alice in Wonderland di Tim Burton.

A dar manforte nella rievocazione del capolavoro di Lewis Carroll, sono arrivati i cosplayers di Scattolandia e il cantautore Claudio Bastoni che ha eseguito il proprio repertorio devoto ai classici fiabesco e fantastico.

Intanto a Sant’Angelo due murales venivano completati: I tre porcellini, per la mano di Lola Poleggi e Marta Quercioli, e La carica dei 101 (+1) di Giovanna Alfeo, ispirato al romanzo di Dodie Smith. E perché 101+1? Perché sul murale appaiono sì i 101 cuccioli di dalmata, Londra e la terribile Crudelia de Mon, ma anche il cagnolino dell’artista stessa (+1) che è rivolto verso la scena. L’associazione Acas ringrazia di cuore tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa splendida giornata.

Una bella giornata, insomma, che conferma ancora una volta come le radici locali e del folclore italiano, dalla Tuscia al Friuli, possono convivere e arricchirsi vicendevolmente in un contesto internazionale raffinato e in armonia con le migliori correnti culturali europee.

Crudelia
Nel murale dedicato a Crudelia Demon la bellezza e la purezza , rappresentate dal bimbo ,cercheranno di contrastare l’ arrivismo e la smania del possesso che sovrasta tutto e tutti . Piccoli bagliori di speranza nel futuro si interpongono fra Crudelia ed i cuccioli di dalmata ,simboli della disincantata vita nascente . Una ulteriore fedele ed attenta presenza (un cane adulto ) sembra far echeggiare, su tutta la scena, queste parole: “quando l’ arrivismo, l’ egoismo la superficialità ti fanno calpestare l’altrui sensibilità, FERMATI NON TI È CONCESSO ANDARE OLTRE”
Questa è la poetica dell’opera di Giovanna Alfeo Cudeli a La carica 101.

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