La Macchina di Santa Rosa patrimonio immateriale dell’Umanità: un onore e un onere per la città di Viterbo

cuore s.rosa“Ovviamente è un grande onore, come chiesa e come città, ricevere questo riconoscimento. Ma è anche un grande onere. E’ un impegno che dobbiamo prenderci, tutti insieme. L’impegno di conservare e custodire quello che è stato definito patrimonio immateriale dell’umanità”.  “S. Rosa ci ha indicato la strada della solidarietà.S Rosa condivideva quel poco che aveva distribuendo anche le poche riserve di famiglia. Proviamo a portare con noi questo messaggio di  condivisione e di solidarietà. Manteniamo con orgoglio le nostre tradizioni, quelle dell’arte, della cultura, il senso profondo della famiglia. S Rosa per questo si è messa in urto con il potere del tempo ed è stata costretta ad andare in esilio. Faceva paura anche alle organizzazioni ecclesiastiche tanto che non l’hanno accolta  nel monastero perché era una donna scomoda –  mi chiedo quand’è che un cristiano può non essere scomodo –  e nello stesso tempo ha suscitato l’ammirazione e la stima di tanti, tanto da essere ricordata attraverso le nostre manifestazioni”. “In questo periodo natalizio, quanti poveri ci sono a Viterbo! Basta che facciate un giro per le parrocchie e chiediate quante buste alimentari, sono distribuite giornalmente. Nella Parrocchia del Murialdo, sono 300 e ogni tanto qualcuno è escluso.
La solidarietà è un patrimonio importante. S. Rosa lo ricorda abitualmente e noi lo ricordiamo attraverso il Trasporto, attraverso il Corteo storico”. “Capite perché è un onere. Perché i valori materiali che con il Trasposto vogliamo testimoniare devono lievitare la nostra vita, il nostro modo di pensare come Chiesa e come città, perché quei gesti abbiano senso e non siano una presa in giro della Santa”. “Ecco il nostro invito. Come Chiesa vi garantisco che possiamo camminare insieme e allora con orgoglio festeggiamo questo riconoscimento e ma con altro tanto orgoglio cerchiamo di viverlo nei valori fondamentali”.
Così il vescovo di Viterbo, monsignor Lino Fumagalli, ha esordito questo pomeriggio nella cattedrale di San Lorenzo, dove si è svolta la cerimonia di ostensione straordinaria del cuore di Santa Rosa.

cuore 2Una cerimonia sobria, ma commossa e sentita, che ha visto la partecipazione corale di tutta le città, accorsa a celebrare la sua Patrona.

“Santa Rosa è un raggio di luce che squarcia le tenebre di questo nostro mondo – ha aggiunto don Luigi, vicario del Vescovo – e la Macchina a Lei dedicata che la sera del Tre settembre viene portata per le vie della città di Viterbo ne è la concreta testimonianza”. Oggi il culto di Rosa si arricchisce, con un altro prezioso atto di fede con cui ogni vero Viterbese celebra la sua Santa.

 


 

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