di GIUSEPPE INTAGLIATA CHERUBINI-
VITERBO- Nel suggestivo chiostro della Basilica di Santa Maria della Quercia torna a incantare pubblico e appassionati la tradizionale mostra dei “Cento Presepi”, un appuntamento ormai immancabile per chi ama l’arte, la creatività e la spiritualità del Natale. Tra antiche arcate, luci soffuse e un’atmosfera di grande raccoglimento, i visitatori possono ammirare presepi classici e tradizionali, ma anche opere fortemente innovative, capaci di reinterpretare la natività con fantasia e originalità.
Il percorso espositivo si apre con i presepi più fedeli alla tradizione italiana: scene pastorali, ambientazioni storiche curate nei dettagli e figure modellate con materiali come terracotta, legno e stoffe pregiate. Accanto a essi, tuttavia, la mostra sorprende con interpretazioni inaspettate, che testimoniano la vivacità artistica dei partecipanti. I visitatori possono scoprire presepi racchiusi dentro tamburi musicali, allestiti con grande perizia; altri trovano spazio dentro vecchie macchine del caffè, trasformate in scenografie in miniatura. C’è chi ha ricavato la Natività all’interno di tronchi d’albero, e chi l’ha immaginata dentro portagioie, lanterne o piccoli contenitori di recupero.
Molte opere stupiscono per l’uso di materiali alternativi, come: tappi di bottiglie colorati, assemblati con maestria, Scenografie realizzate con stampanti 3D, frutto della tecnologia moderna, Creazioni in carta, cartone e raffia, leggere ma ricche di significato. Un mosaico di stili, tecniche e interpretazioni che porta il visitatore a scoprire come il presepe possa essere sempre nuovo, pur raccontando una storia antica più di duemila anni.
La tradizione del presepe affonda le sue radici nel XIII secolo e viene comunemente fatta risalire a san Francesco d’Assisi, che nel 1223 realizzò a Greccio la prima rappresentazione vivente della nascita di Gesù. Il suo intento era semplice ma profondamente rivoluzionario: avvicinare il popolo al mistero del Natale attraverso un’immagine concreta e comprensibile, capace di parlare ai cuori più semplici.
Da quella prima intuizione francescana, il presepe si è diffuso in tutta Europa e poi nel resto del mondo, trasformandosi in una tradizione amatissima, al punto da diventare una vera e propria espressione artistica. Scolpito nel legno nei paesi alpini, realizzato con figure in terracotta nelle botteghe napoletane, modellato in carta o materiali poveri nelle case popolari: il presepe è il simbolo di un’identità culturale diffusa e condivisa.

Oltre ad essere una rappresentazione religiosa, il presepe è un luogo simbolico che racchiude valori universali: la famiglia, l’accoglienza, la speranza, la pace. È un punto di incontro tra generazioni, un ricordo d’infanzia, un’occasione per ritrovarsi e per tramandare storie e tradizioni.
Mostre come quella dei “Cento Presepi nel Chiostro” non sono soltanto esposizioni artistiche, ma veri e propri percorsi culturali che permettono di riscoprire la nostra identità collettiva. Ogni presepe, anche il più piccolo o il più semplice, è un gesto di creatività e un atto d’amore verso una tradizione che continua a rinnovarsi.
La mostra presso la Basilica di Santa Maria della Quercia offre un’esperienza unica, capace di emozionare adulti e bambini. Attraverso materiali inusuali, tecniche moderne e interpretazioni originali, questi cento presepi raccontano che la Natività può essere rappresentata in mille modi diversi, ma porta sempre con sé un messaggio senza tempo. Un’occasione perfetta per riscoprire la bellezza, la creatività e il significato più autentico del Natale.
ORARI MOSTRA
8-23 DICEMBRE















































