In occasione degli 80 anni della Repubblica italiana, Rete Italiana Pace e Disarmo (RPD) e Sbilanciamoci lanciano un appello per cento iniziative popolari in tutta Italia che celebrino la Festa di quella Repubblica che ripudia la guerra. (https://retepacedisarmo.org/2026/la-nostra-repubblica-della-pace/ ).
Nello scegliere il termine “l’Italia ripudia la guerra” (art. 11) i Costituenti vollero demarcare un prima e un dopo: un prima in cui il ricorso alla guerra era subito dal popolo, e una nuova fase in cui la guerra doveva essere messa fuori dalla storia, ripudiata in ogni sua giustificazione dalla nuova Repubblica nata dalla Resistenza.
Ma oggi l’80a ricorrenza della fondazione della Repubblica trova un Paese che, dopo aver tradito più volte lo spirito e la lettera della Costituzione, lasciandosi trascinare in guerre mascherate da missioni “umanitarie” o di “pace”, sembra voler rinunciare ai suoi valori per sostituirli con la legge del più forte, del diritto “fino a un certo punto”, di un “si vis pacem para bellum” che conduce verso quello scandaloso riarmo che, come dice papa Leone, non può chiamarsi difesa se “aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune” (discorso a La Sapienza del 14/5/26).
Per questo il Tavolo per la pace di Viterbo vuole rispondere all’appello di RPD con un convegno dal titolo “La nostra Repubblica di pace”, che si terrà VENERDI’ 29 MAGGIO, con inizio alle 17,00 presso il Teatro della parrocchia del Murialdo.
A tracciare le “coordinate geopolitiche di un mondo nel caos” sarà Alessandro Ricci, esperto di sicurezza globale, collaboratore e socio dell’Istituto di Ricerche Internazionali (IRIAD) Archivio Disarmo.
Di “un’economia che uccide e devasta i rapporti sociali” parlerà Mario Sanguinetti, già insegnante di scuola primaria, tra gli artefici del Sindacato Sociale di Base.
Sarà poi la volta di un noto e illustre professore viterbese, Aurelio Rizzacasa, filosofo e già docente ordinario di Filosofia morale presso l’Università di Perugia, che analizzerà quello che, negli ultimi tempi, si configura come un attacco senza precedenti, e forse un tentativo di sostituzione, di quei valori etici, giuridici e spirituali su cui si fonda la nostra civiltà.
In un contesto globale in cui gli stati sembrano aver dimenticato il rispetto del Diritto internazionale e i diritti umani il Tavolo per la pace attribuisce un ruolo determinante alla società civile e, per questo, ha invitato al convegno più di un rappresentante della stessa. Il primo è Francesco Delli Santi che racconterà la sua esperienza a bordo di Bella Blu, imbarcazione che opera all’interno del progetto di ARCI “Tom – Tutti gli occhi sul Mediterraneo” (finalizzato, tra l’altro, al salvataggio dei migranti e alla documentazione della violazione dei loro diritti) e che, anche quest’anno, si è unita alla missione della Global Sumud Flotilla, finendo intercettata dai militari israeliani in acque internazionali, a circa 1000 Km da Gaza.
Dopo di lui, si collegheranno dalla Siria due volontarie di Operazione Colomba, il Corpo nonviolento della Comunità Papa Giovanni XXIII che opera da anni in quello stato martoriato, in Libano e in Cisgiordania.
A Gaza la popolazione è ancora costretta a sopravvivere tra le macerie, con carenza di cibo, acqua,
medicinali e ora flagellata da orde di topi che bucano le fragili tende e mordono i bambini, in Libano
l’esercito israeliano continua a radere al suolo i villaggi di una terra che di nuovo occuperà senza averne alcun diritto, in Iran si continua a stare con il fiato sospeso per una possibile ripresa dell’attacco illegale di Stati Uniti e Israele, Cuba è a un passo da un invasione, i conflitti africani sono del tutto dimenticati, la guerra tra Ucraina e Russia ogni giorno fa centinaia di vittime tra i soldati di entrambe le parti, ma non se ne parla perché l’Europa, e alcuni stati in particolare, tendono a un coinvolgimento diretto delle proprie truppe senza tener conto che questo porterebbe a uno scontro nucleare.
Dunque, celebrare l’80° della nostra Repubblica oggi più che mai deve portare a rivalutare e rispettare l’art. 11 della nostra Costituzione e gli altri Principi Fondamentali, altrimenti saranno solo chiacchere. Noi cerchiamo di dare un contributo, e voi?
Il Tavolo per la pace di Viterbo

La nostra Repubblica della pace : incontro il 29 maggio al teatro Murialdo di Viterbo

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