La Porta del Borromini danneggiata di nuovo

(m.a.g.) – SAN MARTINO AL CIMINO (Viterbo) –La Porta principale di San Martino al Cimino, che si affaccia sul belvedere di piazza Oberdan, dopo l’abbazia cistercense è l’opera più significativa del piccolo borgo medievale.  L’opera fu commissionata da Olimpia Maidalchini Pamphilj (1591-1657), Principessa di San Martino e cognata di papa Innocenzo X, all’architetto Francesco Borromini che ne disegnò il progetto. Da un punto di vista stilistico la porta riprende il modello del portale inserito nel perimetro esterno di Castel Sant’Angelo a Roma. Fin qui la storia.

A gennaio dello scorso anno la Porta Viterbese, che già necessitava di un pronto intervento di restauro, fu danneggiata dal passaggio di un automezzo dei VVFF accorso sul posto per la caduta di calcinacci dal tetto. Dopo lo sdegno degli abitanti, il Comune di Viterbo ha posto in essere i lavori sotto l’egida della Soprintendenza del Lazio e dell’Etruria Meridionale, affidando il lungo restauro a Emanuele Ioppolo. Nel mese di agosto 2015, tolti i ponteggi, la Porta si è mostrata in tutto il suo antico splendore.

Porta danneggiata
Porta danneggiata

Oggi invece la Porta è di nuovo danneggiata per la fretta di camionisti e automobilisti che imboccano l’uscita senza alcuna attenzione.  Infatti qualche giorno fa un camion (uno dei tanti che escono e entrano nella piazza Buratti) ha urtato le mura di sostegno della Porta, (parte interna, in basso a sinistra), lasciando a terra calcinacci e pietre. L’urlo di sdegno degli abitanti ancora non si sentito, ma se ne sono accorti?  Il danno ormai è fatto. E ora?

NOTA – La porta in peperino a montanti divaricati è caratterizzata da un finto bugnato ed è sormontata da un grande stemma papale in travertino inquadrato da due volute, in cui sono scolpite le insegne di Innocenzo X: tre gigli con una colomba che regge con il becco un ramoscello di ulivo. Sopra l’arco di accesso una grande lapide in marmo bianco di Carrara commemora la storia e la rinascita del paese sotto i Pamphilj.

 

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