di MARIELLA ZADRO-
VITERBO- Dopo la festa, oggi, istituzioni civili e militari, ordini religiosi, ordini cavallereschi, associazioni religiose, tanti viterbesi e turisti, si sono ritrovati al santuario di Santa Rosa per assistere alla Santa Messa presieduta dal vescovo Orazio Francesco Piazza per onorare Rosina, una fanciulla che a distanza di quasi otto secoli, invita alla riflessione dei messaggi che lei ha lasciato.
“Come Rosa, dobbiamo essere il sale e la luce del mondo”. Questa la prima riflessione del vescovo Piazza, dopo aver ringraziato tutti i presenti, che a vario titolo ci hanno fatto vivere un trasporto
eccezionale, unito ad un cammino spirituale molto partecipato: “Ora invochiamo il Signore e Santa Rosa interceda per noi, indicandoci le parti necessarie per continuare il cammino della nostra vita “.
La cerimonia partecipata da una buona parte del presbiterio religioso, si sono alternati alle letture liturgiche: l’assessore Patrizia Notaristefano, il Diacono Permanente Vincenzo Mirto, mentre la Corale “Ceccarini” diretta da Don Roberto Bracaccini ha eseguito i canti della Santa Messa.
Il vescovo Piazza ha esortato i presenti a valorizzare al meglio, come ci ha insegnato Rosa: la Fede, la Speranza e la Carità. “Virtù che noi dobbiamo coltivare, pur affrontando tutte le difficoltà che si presentano, mantenendo un cuore integro, rispettando la nostra vita, con le nostre azioni, sulla scia dell’esempio di Santa Rosa che oggi ringraziamo, unendoci in una preghiera comunitaria”.
Il vescovo, al termine dell’omelia, si è rivolto in particolare ai rappresentanti di enti ed istituzioni chiamati a svolgere un lavoro d’impegno e di responsabilità: “Alimentate la scintilla del vostro cuore per svolgere al meglio il vostro lavoro”. Al termine della celebrazione eucaristica, il vescovo Piazza, ha benedetto i fedeli con la reliquia del cuore della santa.
A seguire uno scambio di auguri sul sagrato della chiesa, davanti alla macchina di Santa Rosa che brillava al sole, insieme a tutti gli amministratori e Salvatore Regoli, con i ragazzi “speciali” dell’Associazione Juppiter.



























