La “sfacchinata” delle sette chiese nel nome di Rosa

Il tre settembre è ormai arrivato. Inizia così l’evento nell’evento.chiese

I cavalieri di Santa Rosa sono tutti riuniti al teatro San Leonardo per l’incontro che apre questo trasporto 2013. Dopo il saluto alle autorità presenti, il presidente del sodalizio dei Facchini, Massimo Mecarini, ha consegnato le targhe ai vari rappresentanti delle associazioni che gravitano intorno alla festa di Santa Rosa.

Sul palco, quindi, Luigi Ottavio Mechelli, presidente dell’AVIS Viterbo, Angelo e Pino Loddo, .presidente e capo facchino del Pilastro. Quest’anno ci sono 5 nuovi facchini, soci effettivi, applauditissimi dai compagni e che sono: Brunotti, Cleri, Ferretti, Paesani e Porcorossi, che Mecarini ringrazia “per aver aggiunto valore al sodalizio”. 

Quest’anno, come sempre, il ricordo per i facchini che non ci sono più: Umberto Pazzaglia, Giorgio Bertini, Franco Paris e Bruno Manzo. Un particolare pensiero per monsignor Del Ciuco che ha tanto amato la Città e santa Rosa.

Novità sul fronte ‘girata’. Per la prima volta a Piazza Verdi ci sarà un nuovo giro, un regalo ai concittadini, ai fedeli, al pubblico presente, perché “i facchini amano Viterbo , con l’auspicio di vederla rinascere” – come precisa il presidente del sodalizio. Un trasporto dedicato a tutti coloro che soffrono, che si trovano in difficoltà economiche, personali, psicologiche e familiari. Le donne sono nel pensiero di questi cavalieri di santa Rosa, donne vittime che purtroppo sono al centro dell’attenzione per aberranti episodi di femminicidio.

A tutti quelli che arrivano a ‘gesti estremi’, va un particolare abbraccio, perché come afferma Massimo Mecarini “vogliamo essere vicini a loro più che mai”.

“Il trasporto è fatto dai facchini con la mente e con il cuore” – sottolinea del prefetto di Viterbo, Antonella Scolamiero alla quale si unisce monsignor Lino Fumagalli, che invita gli uomini ‘di bianco vestiti’ ad un pensiero per la Siria. “Preghiamo per intercessione di santa Rosa perchè non si usino più le armi – è stato l’invito del vescovo- proprio perché chi agisce può anche sbagliare, ma chi non agisce, sbaglia sempre. Non lasciamoci portar via la speranza. Dialoghiamo eliminando ogni litigio e incomprensione”. Il sindaco, Leonardo Michelini, alla sua prima esperienza da primo cittadino e quindi coinvolto in questo evento ormai mondiale, afferma che “la città ha bisogno di un atto di coraggio, proprio come quello dei facchini questa sera del tre, per andare avanti”. E’certo che questa giovanetta francescana lancia ancora dopo sette secoli un grande messaggio ed invito e proprio il presidente della provincia Marcello Meroi fa notare che “dà un segnale vero, di unità e fratellanza ed ha la capacità tra l’altro, di rendere tutte le volte uniche, come se ogni volta fosse la prima volta”. Sicuramente emozionato anche il delegato Unesco, Francesco Murales che definisce il trasporto come “un percorso importante con un nobile fine, dal profondo significato”. Arrivare alla pace è possibile e probabilmente nel nome di santa Rosa riusciremo anche grazie ai facchini a trasmettere un messaggio d’amore e fratellanza tra i popoli. Il ‘motore umano ‘ del campanile che sfilerà questa sera per le vie della città è pronto per il tradizionale giro delle ‘sette chiese’. Acclamati ed applauditi sfilano accompagnati dalla banda di Veiano che suona la tradizionale ‘marcia del facchino’. Prima tappa è sant’Angelo, per intonare a gran voce ‘Viva santa Rosa! Evviva!. Si prosegue a piazza san Lorenzo, poi nella chiesa di santa Giacinta, dove con rispetto e devozione onorano la santa e ricevono la foglia con le spine, in ricordo della flagellazione della santa francescana . Un omaggio al monumento del facchino in piazza della Repubblica e su veloci verso la Chiesa della Trinità per un omaggio alla Madonna Liberatrice. Da lì il giro prosegue. Per arrivare al parco della chiesa dei frati cappuccini di San Crispino, dove il giro si conclude con il tradizionale ritrovo, con spuntino annesso, che caricherà di calorie e calore scaldando il motore umano dei nostri eroi vestiti di bianco. Straordinario il clima che si vive in questo giorno. Il coinvolgimento è totale, quando incalzano al ritmo della marcia del facchino, tra gli applausi e l’emozione palpitante della folla in delirio.


 

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