di MARIELLA ZADRO –
VITERBO – Si è svolta questa mattina una conferenza stampa presso la sala consigliare della Provincia di Viterbo a Palazzo Gentili organizzata da Salvatore Genova, amministratore unico della soc.Talete s.p.a. per illustrare l’attuale attività e i futuri progetti.
Un progetto, dal presente al futuro, illustrato dall’amministratore Genova, da 313 milioni di euro che prevede una ricognizione su 1500 chilometri di rete idrica, il completamento del depuratore ad Orte, due nuovi pozzi e la seconda linea liquami per la città di Viterbo.
Anche sul piano della comunicazione con gli utenti, si prevede lo sviluppo di un canale di digitalizzazione del quale potranno servirsi i singoli cittadini e i sindaci dei comuni della vasta provincia.
Il futuro nel Piano Nazionale di Interventi Infrastrutture e per la Sicurezza nel Settore Idrico ben illustrato sul sito https://progettiterritoriotuscia.taletespa.eu/ dove è possibile consultare l’andamento dei singoli progetti.
Un progetto da condividere anche con il territorio di Rieti per la problematica dell’arsenico, inoltre la riqualificazione dell’acquedotto del Peschiera per cinque lotti con interconnessioni per 120 chilometri.
Attingere acqua dal Peschiera, sarà una soluzione importante perché non solo andrà a coprire l’esigenza idrica, sempre più in espansione, ma abbasserà i costi di gestione.
“Certamente, è un progetto storico, ha spiegato il presidente della Provincia Alessandro Romoli, serviranno 7-8 anni per vederlo realizzato, ma nel frattempo come sindaci e soci abbiamo garantito la tenuta della società idrica: il 60% delle quote rimarrà ai sindaci e il 40%ai privati”.
A seguire, da parte del presidente, un elogio a tutti i soci che hanno permesso alla società di rafforzarsi e ad oggi siamo in grado di affrontare questo nuovo e complesso progetto. Attualmente vengono gestite 178mila su 181mila utenze a fronte del passaggio da 31 comuni di ieri ai 59 di oggi”.
Le conclusioni all’amministratore Genova: non è possibile gestire finanziamenti di così grande portata, senza una spalla accanto. Le banche sono poco propense a sostenere la società, ma siamo convinti che la scelta della società mista sia l’unica possibilità per gestire un servizio così complesso”.
Interconnessione schemi idrici della Media e Bassa Sabina e della Tuscia con condotta adduttrice in derivazione dall’acquedotto del Peschiera a Salisano
4 LOTTI funzionali
La presente proposta è avanzata dalla Regione Lazio, per due dei cinque ambiti denominati: ATO3 Lazio Centrale Rieti: che ha competenza nella totalità dei Comuni della Provincia di Rieti (73) ed alcuni nella Sabina Romana (8) e ATO 1 Lazio Nord Viterbo: che ha competenza su 58 comuni della Provincia di Viterbo e 3 Comuni della Provincia di Roma.
La proposta è denominata ” Interconnessione schemi idrici della Media e Bassa Sabina e della Tuscia con condotta adduttrice in derivazione dall’acquedotto del Peschiera a Salisano”.
Il progetto mira al rifacimento e alla messa in sicurezza dell’intero sistema di adduzione e ripartizione a servizio dei comuni della Bassa e Media Sabina, gestiti da APS, e di tutto l’EGATO1 di Viterbo (Tuscia). L’adduttrice trarrà risorsa dal sistema idrico Peschiera-Capore a Salisano e dal Bacino del Tevere.
Il progetto di messa in sicurezza dello schema acquedottistico della Bassa e Media Sabina, nel dettaglio, propone:
• la ristrutturazione delle opere di presa dal Peschiera a Salisano;
• la sostituzione degli attuali collegamenti (Montopoli, Poggio Mirteto, CMB che serve oltre ai comuni CMB e Calvi nell’Umbria, ora anche Magliano e l’ex-Consorzio della Bassa Sabina integrato in APS, che serviva Forano, Collevecchio, Tarano, Stimigliano, ecc.), con una nuova condotta che inoltre è prolungata fino a Magliano, in modo da erogare per il Comune una portata integrativa fino a 14/16 l/s.
• La sostituzione parziale o totale delle risorse attualmente addotte dai dearsenificatori nei comuni di Castel Sant’elia, Civita Castellana, Corchiano, Fabrica Di Roma, Nepi, Gallese, Capranica, Viterbo – Pratoleva, Vetralla, Viterbo, Sutri.
L’obiettivo della proposta è dunque mettere in sicurezza l’intero sistema acquedottistico della Bassa e Media Sabina, di Magliano Sabina e dei comuni di Cantalupo in Sabina, Collevecchio, Forano, Magliano Sabina, Montopoli di Sabina, Poggio Mirteto, Stimigliano, Tarano, Casperia, Configni, Cottanello, Montasola, Montebuono, Poggio Catino, Roccantica, Selci, Torri in Sabina, Vacone, Civita Castellana, Nepi, Corchiano, Fabrica di Roma, Sutri, Capranica, Vetralla, Viterbo, Caprarola, Ronciglione, Monterosi, Vignanello, Gallese, Vasanello, Vallerano, Soriano, Villa San Giovanni in Tuscia, Blera, Barbarano Romano, Monte Romano.
La Realizzazione dell’adduttrice per Magliano Sabina e le problematiche idriche ad esso associate hanno di fatto esteso la progettazione ai comuni della Provincia di Viterbo, che ancor più, soffrono della presenza dell’arsenico nell’acque, emunte nella maggior parte dei pozzi.
• Lotto 1- APS
o Riorganizzazione e razionalizzazione dell’opera di presa dalla Centrale di Salisano (Acea);
o Realizzazione di serbatoi di compenso di testata e terminale;
o Realizzazione dell’adduttrice principale per Magliano Sabina
o Realizzazione dell’adduttrice principale per Viterbo (Ponte Felice).
o Adduttrici secondarie per ricollegare i Comuni esistenti.
• Lotto 2
Il secondo lotto del progetto (di competenza di EGATO 1) prevede la realizzazione di circa 50 km di nuove condotte con DN 1.000/800 mm, che permette di dismettere dall’esercizio 17 impianti di potabilizzazione della capacità complessiva di circa 360 l/s per una portata media di esercizio valutata intorno ai 190 l/s.
La dismissione di questi 17 impianti di potabilizzazione consente di ridurre gli OPEX afferenti alla sola gestione degli impianti di trattamento per un importo medio di circa 2,9 milioni di euro/anno (compresi dei maggiori costi energetici ad essi correlati).
Questo lotto, dell’importo di circa 100 mln€, permette di dismettere dall’esercizio 17 impianti di potabilizzazione a servizio dei comuni di Castel Sant’Elia, Civita Castellana, Corchiano, Fabrica di Roma e Nepi.
• Lotto 3
Il terzo lotto, dell’importo d 45 mln€, prevede la realizzazione dell’impianto di emungimento, trattamento e pompaggio delle acque prelevate dal sub alveo del Tevere nel comune di Civita Castellana in prossimità di Ponte Felice per una portata di soccorso di circa 500 – 800 l/s, condotte della lunghezza complessiva di circa 20 km di nuove condotte con DN 800/600 mm e un serbatoio di accumulo da 10.000 mc che permette di interconnettere a Gallese questa opera di soccorso e resilienza al sistema acquedottistico realizzato con il primo lotto. Si prevede di dismettere l’esercizio dell’impianto di potabilizzazione a servizio del comune di Gallese della capacità complessiva di circa 28 l/s per una portata media di esercizio valutata intorno ai 22 l/s.
• Lotto 4
Il Quarto lotto di competenza di EGATO 1 dell’importo di 60 mln €, prevede la realizzazione di 50 Km di nuove condotte con Dn 1.000 – 800 mm ed un serbatoio di accumulo della capacità di 3.000 m3, che permette di dismettere dall’esercizio 21 impianti di potabilizzazione a servizio dei comuni di Capranica, Sutri, Vetralla, Viterbo e Viterbo – Pratoleva della capacità complessiva di circa 370 l/s per una portata media di esercizio valutata intorno ai 320 l/s.
La principale criticità da superare è la dipendenza da fonti di approvvigionamento locali, in particolare le acque di falda del Viterbese (utilizzate anche da Magliano Sabina), che sono affette da concentrazioni elevate di arsenico oltre a notevoli concentrazioni di fluoruro e vanadio.
L’intervento ha l’obiettivo cruciale di mettere in sicurezza il sistema idrico a servizio della Bassa e Media Sabina e del maggior numero di comuni possibili della Provincia Viterbese. Le azioni combinate dei vari lotti garantiranno sia la disponibilità di una nuova risorsa idrica con elevate qualità chimiche e organolettiche, sia la copertura delle deficienze idriche. In questo modo, sarà possibile ridurre significativamente o persino azzerare l’utilizzo della risorsa proveniente da falda profonda caratterizzata da elevati tenori di arsenico.














