VITERBO- Il centro anti violenza Erinna, dalla sua nascita negli anni 90, ha preso in carico migliaia di donne. Nel solo 2025, i casi sono stati 35 che si sommano a quelli del centro antiviolenza Penelope, 32, dello stesso anno. A fianco a questi altri centri di antiviolenza agiscono a Viterbo e provincia. Una rete che, con il supporto delle istituzioni locali e nazionali, porta avanti una battaglia agli abusi ed alle violenze di genere nascosti all’ombra di una cultura Inquietante.
La mostra-premio internazionale delle arti la “Violenza Sottile” ha portato alla luce questa realtà. L’obiettivo dichiarato è una ambiziosa spinta culturale verso la sostanziale parità impossibile se la cultura stessa nasconde parole, gesti ed innuendi che sottendono disparità che feriscono senza la
consapevolezza del “Carnefice”, appunto la violenza sottile.
Il risultato è stato cercato con molti approcci: i primo luogo grazie alla partecipazione delle operatrici dei centri agli incontri, intensi ed importantissimi, con i ragazzi degli istituti Fantappiè Egidi e Vanni. Non solo. Durante il vernissage, alla AEGallery*, a Viterbo in via San Lorenzo 18, sabato 7 marzo 2026, e la premiazione finale, domenica 15 marzo 2026, gli apprezzatissimi interventi delle delegate della provincia di Viterbo alla parità di genere, Dominga Martinez, e del comune di Viterbo, Melania Perazzini, sono state affiancate da Marta Nori dell’associazione Kyanos che gestisce per il comune di Viterbo il centro Antiviolenza Penelope.
La mostra premio, organizzata da Tuscia in Fiore ETS, con la preziosa collaborazione del Centro AntiViolenza Penelope, l’Associazione Erinna, l’Associazione Kyanos, l’Ordine degli Avvocati di Viterbo, Ombre festival, l’Istituto Fantappié, l’Istituto Egidi, la Scuola Media Pietro Vanni, l’Istituto Psicologico Europeo, ha ricevuto proposte artistiche da Africa, America, Asia ed Europa.
Sono stati 9 giorni intensi tra attività didattiche, artistiche e ricreative.
Oltre i sopra citati istituti scolastici con le visite guidate, il programma ha previsto:
mercoledì 11 la proiezione del film di Paola Cortellesi “C’è ancora domani”,
venerdì 13 il Danza Viterbo, centro produzione e formazione diretto da Emanuela Boni e Massimo D’Alessio, ha presentato due toccanti performance di Beatrice Massacci, Clotilde Gori e Francesco Romano ed un short movie prodotto in house.
sabato 14 la conferenza su “La Donna nell’Arte” per la FIDAPA condotta dalla direttrice artistica di Tuscia in Fiore ETS, la professoressa Laura Principi, a cui ha partecipato anche la signora Sindaca di Viterbo, Chiara Frontini.
Piccola nota: due rappresentanti di una associazione di Anguillara “Zitta Mai” che si dedica alla violenza di genere, nel pubblico della performance di venerdì, ha stabilito contatti sia con
l’assessore ai servizi sociali di Viterbo, Rosanna Giliberto, che con Massimo D’alessio del centro danza per esportare le buone pratiche messe in campo. Anguillara è tristemente famosa per un caso di femminicidio: Federica Torzullo, l’ingegnera e funzionaria delle Poste di 41 anni, mamma di un bambino di 10 anni, uccisa lo scorso gennaio con 23 coltellate dal marito Claudio Carlomagno, dal quale la donna si voleva separare.
La serie di attività si è conclusa, domenica 15 marzo 2026, con la premiazione delle opere vincitrici, selezionate dalla giuria popolare e dalla giuria tecnica. Gli artisti hanno ricevuto una targa ricordo donata dall’Associazione di Ombre Festival.
Nello specifico:
Per il grande impatto, premio voluto dalle psicologhe, Sarah Hussein, Egitto, con l’opera “The Weight of Whispers” ( il peso dei sussurri)
Per la creatività, Loreno Martellini di Grosseto con l’opera “La ragazza dell’arcobaleno”
Per la speciale sensibilità, Maurizio Di Giovancarlo di Grotte di Castro, con l’opera, “La ragazza
dell’arcobaleno”
Il premio della Giuria popolare va a Rita Sargenti di Nepi, con l’opera “L’amore silente”
Primo assoluto ad Angelo Paccosi di Viterbo, con l’opera “il Gruppo”.
La montagna da scalare è alta e perigliosa, ma con il supporto di tutti possiamo debellare questa pratica culturale, la violenza sottile. L’opera vincitrice deve diventare un murale in un punto di altissima visibilità a Viterbo, per ricordare continuamente a tutti le buone pratiche. Solo costringendoci a pensare possiamo scalare la montagna. Sponsor cercasi.
Grazie a tutti gli artisti che hanno partecipato al premio per la loro sensibilità portando opere che sono piaciute a tutti.
In fine si ringrazia Eleonora Bonucci e Andrea Serinelli per lo spazio AEGallery di Viterbo, Via San Lorenzo 18, prestato a Tuscia in Fiore.








