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L’accoglienza, la verità, la memoria, la libertà, la fede, questo è il Patto d’Amore

di Mariella Zadro

VITERBO – Oggi, si è rinnovato il Patto d’Amore risalente al 1467, quando i viterbesi invocarono la Santissima Maria per la liberazione dall’epidemia che si stava diffondendo, promettendo in cambio della salvezza, che avrebbero sostenuto la devozione della mamma celeste.

Infatti il 20 settembre 1467 i viterbesi stipularono il Patto d’Amore tra la comunità civile ed ecclesiale.

Il pomeriggio si è svolto in due momenti: la processione partita dal quartiere del Paradiso fino al Santuario e la cerimonia religiosa alla presenza del vescovo Orazio Francesco Piazza in Chiesa.

Apriva il corteo la banda di Santa Maria del Paradiso, a seguire il corteo storico del Pilastro con le antiche famiglie nobili viterbesi dell’epoca di Santa Rosa, confraternite di Viterbo e alcuni paesi della provincia, ordini cavallereschi e le autorità cittadine con la sindaca Chiara Frontini, assessori e consiglieri dell’amministrazione comunale, il presidente della provincia Alessandro Romoli e alcuni sindaci della provincia di Viterbo.

Entrati in chiesa, un gruppo di Vigili Urbani, ha sistemato il gonfalone del Comune e della Provincia a lato dell’altare e posto ai piedi dell’altare un omaggio floreale alla Madonna.

Dopo la lettura del patto da parte della sindaca, sancito con la firma del vescovo Piazza e l’accensione di due lampade votive che illumineranno l ‘immagine della Vergine, la sindaca Frontini ha fatto omaggio al vescovo di un rosario.

“Siamo tutti impegnati e coinvolti in questo Patto. Ha affermato il vescovo Piazza. Questa corona del rosario è l’unione di tanti piccoli grani uniti tra loro. È l’unione, ed oggi, simboleggia la presenza di alcuni sindici della Tuscia e delle istituzioni religiose e quelle laiche ben rappresentate in questa cerimonia. Il rosario rappresenta anche un cammino di vita, un percorso che si compie nel nome della fede: prendendoci cura tra di noi, con pazienza e disponibilità”.

Anche i sindaci presenti con il presidente della Provincia Alessandro Romoli, per la prima volta, hanno recitato la preghiera di affidamento:

Noi Sindaci, a te ci rivolgiamo,
Madonna della Quercia
Patrona della Tuscia
Con la sicura speranza
Che sai ascoltare la voce dei tuoi figli.
Più volte e in tanti modi
Hai concesso dall’Altissimo
Le grazie richieste dai tuoi fedeli ascoltando la voce del tuo popolo.
Accogli anche oggi la nostra preghiera
Soprattutto nel tempo che stiamo vivendo
In particolare per gli abitanti di questa nostra terra.
Prenditi cura die malati, degli infermi, di sofferenti:
tutti possano sperimentare
La tua vicinanza e la tua protezione materna.
Guida i passi e le scelte
Delle autorità pubbliche e di tutti i nostri concittadini
Perché decidano sempre nella verità e nella giustizia
Per il bene di tutti. Amen
Tutta la cerimonia e la processione è stata seguita da molte persone che hanno gremito la chiesa e si sono unite alle preghiere e ai canti proposti dal coro della Schola Cantorum S. Maria della Quercia.

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