L’allegro Carnevale di San Martino a Cimino si chiude intorno al falò

di MARIA ANTONIETTA GERMANO –

VITERBO – Il Re Carnevale è morto, viva il Carnevale. Nell’antico borgo di San Martino al Cimino, oggi, 13 febbraio, il sole ha cercato di tenere a bada il vento gelido che ha fatto visita nella piazza scompigliando i colorati costumi dei figuranti che, per niente intimoriti, si sono scatenati con tanti bambini in balli propiziatori, tra un mare di coriandoli, giochi, merendine e tante frappe.

Il falò di Carnevale 2018 (foto MAG)

Al calar del sole ecco che il diavolaccio, seguito dall’abate, dalle pie suorine, dai clown, dai Pierrot e da tanti Puffi e puffini, ha cominciato a danzare intorno al falò dove era incatenato il vecchio Re Carnevale, pronto per essere cotto a dovere. E voilà, per magia la legna prende fuoco e il povero vecchietto muore bruciato tra il dispiacere dei bimbi e le grasse risate del diavolone, che però non ha fatto i conti con l’abate, pronto ad intervenire e promettere per l’anno prossimo un’altra grande festa carnevalesca. Insomma un successo più che meritato.

L’iniziativa è stata ideata per la comunità di San Martino al Cimino con il rilancio del Carnevale nel borgo, dal parroco di San Martino Vescovo, don Bonaventura Pulcini e da don Fabrizio Pacelli, vicario parrocchiale, e organizzata dal Centro Polivalente Donna Olimpia, che ha abilmente cucito parte delle belle maschere, in collaborazione con la Pro Loco e l’adesione dell’Associazione Il Principato. Prezioso il supporto e l’assistenza del Comando della Polizia Locale, dei Carabinieri, della Protezione Civile.

Arrivederci al prossimo Carnevale, tanti sono già in preparativi.

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