L’amministrazione comunale di Vignanello si associa alla protesta degli studenti e genitori sui trasporti

VIGNANELLO ( Viterbo) – Riceviamo dall’amministrazione comunale di Vignanello e pubblichiamo: “L’Amministrazione Comunale si associa alla protesta degli alunni e dei genitori per le problematiche relative ai trasporti. Anche Vignanello, come tutte le altre scuole del Viterbese, soffre. Il Dirigente Dott. Alfonso Francocci e l’Amministrazione hanno messo in campo quanto possibile e sono da settimane in attesa di risposte che tardano ad arrivare.

Ma la questione è generalizzata: sono passate ormai oltre 6 settimane dalla ripresa delle attività didattiche e i disagi per i ragazzi che frequentano le scuole superiori della provincia e che viaggiano iniziano a diventare insostenibili. Il diritto allo studio non è negoziabile né differibile ma un istituto sul quale non si può pensare di assumere ad oltranza atteggiamenti di ingiustificata rigidità e centralismo.

Abbiamo un green pass diventato obbligatorio;

Abbiamo una normativa che a scuola disciplina in modo “ferreo” la situazione pandemica;

Abbiamo Dirigenti Scolastici preparati e attenti che sono consapevoli dei livelli di rischio nelle loro scuole;

Abbiamo un tasso di diffusione della Pandemia tra i minori in Europa, lo dicono tutte le statistiche;

Abbiamo un investimento della Regione Lazio in misura ingente ed eccezionale in termini di risorse economiche e mezzi di trasporto, come mai messe in campo prima;

Abbiamo la massima disponibilità di tutte le istituzioni a risolvere il problema…

Eppure non basta!!!

Non si riesce a trovare una soluzione. I nostri ragazzi “vagano” in giro per ore soprattutto all’uscita prima di trovare un pullmann che li porti a casa. Ci segnalano ad esempio i pullman che partono da Riello verso il nostro paese e a Porta Romana sono già pieni! Alcuni ragazzi partono al buio del mattino per tornare a casa buio della sera. Poi dovrebbero anche studiare e fare i compiti? Non scherziamo! Oggi chi risiede nei luoghi in cui sono ubicate le scuole hanno vinto un biglietto alla lotteria! Vincono… il diritto allo studio!… ma gli altri che diritto vincono?

Se il tema è “ma gli alunni si contagiano sui mezzi” allora vi invitiamo a riflettere sul fatto che gli stessi sono stati insieme la mattina a scuola con i dispositivi di sicurezza e sono gli stessi che vagano a vuoto nell’attesa di un qualche mezzo che li riporti a casa. Certo ci rendiamo conto che del “vagare” non è responsabile nessuno in caso di contagio! Capita!!Se qualcuno a monte si è posto il problema delle responsabilità noi a valle ci poniamo quello “dell’irresponsabilita!”

Se il problema sono i “non studenti pendolari” allora forse andrebbero intensificati solo i controlli ed evitati tanti artifici improbabili…

La situazione è allo stremo…magari bisognerebbe avere il coraggio di iniziare a sperimentare la normalità perché, per quanto detto, e non essendo sufficiente la coperta comunque con questo assetto, non ha più alcun senso continuare a sottoporre gli studenti e le loro famiglie a questi disagi e sacrifici…aprono le discoteche, si entra nei locali con i dovuti controlli…non c’è coerenza…almeno non la si percepisce! Se la strategia della fermezza sta dando ottimi risultati numerici dal punto di vista sanitario, allora restituiamo alle autonomie locali la prerogativa di ottimizzare ancora, valutando situazione per situazione.

La stessa cura per tutti quando le anamnesi sono diverse non va bene! Un conto i doppi turni a Roma, un conto a Viterbo e un conto ancora nelle scuole superiori situate nei comuni.

La protesta pertanto dei giovani e delle loro famiglie è sacrosanta!
Occorre una soluzione istituzionale diversa che dia la possibilità di utilizzare la coperta dei trasporti in modo più funzionale possibile, perché questa organizzazione non è più sostenibile, né per gli studenti, né per le famiglie, né per le scuole, né per gli enti preposti, né per coloro i quali si occupano di trasporti, né per le varie cabine istituzionali chiamate a risolvere l’impossibile.. Perché tutto possono…tranne che fare i miracoli!

Troviamo il coraggio quantomeno di concedere la deroga là dove ci sono le condizioni garantite e certificate dai Dirigenti Scolastici che la chiedono con contezza della situazione e valutazione attenta dei rischi in cui operano”.

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