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L’amorevole ricordo dell’artista romana Gabriella Ferri nel secondo incontro dei “Pomeriggi Touring 2026”

di MARIA ANTONIETTA GERMANO –

VITERBO – Secondo incontro e secondo grande successo della XVI edizione della rassegna Pomeriggi Touring 2026 dal titolo “Tuscia Grandi Firme”, promossa dal Club di Territorio di Viterbo del TCI a cura del console Vincenzo Ceniti, che si svolge con il Patrocinio e il Sostegno della Fondazione Carivit, in collaborazione con Fidapa, Inner Wheel, Serra Club Viterbo e  Associazione Culturale “Nimpha”.

Nell’ultimo venerdì dei prossimi mesi,  fino a maggio 2026, verranno ricordati  altri personaggi che hanno avuto rapporti di varia natura con il Viterbese, come lo scrittore Pier Paolo Pasolini, il compositore Giacomo Puccini e l’architetto Paolo Portoghesi.

Ieri, 27 febbraio, la Sala Conferenze del Museo della Ceramica della Tuscia di Palazzo Brugiotti, sede della Fondazione Carivit (via Cavour 67) ha accolto un’altra acclamata conversazione questa volta dedicata alla grande e indimenticabile cantante, cabarettista e attrice romana Gabriella Ferri (Roma,18 settembre 1942-Corchiano,3 aprile 2004) ricordata da tutti anche per le sue eccellenti interpretazioni di canzoni della tradizione popolare  romana.

Apre la rassegna il console del TCI Vincenzo Ceniti, che ringrazia il presidente della Fondazione Carivit Luigi Pasqualetti e la casting manager Simona Tartaglia Capitani, presente in sala, e ancor oggi dichiara il suo innamoramento per la bellezza e bravuta di Gabriella Ferri.  Risate e applausi.

Inoltre Vincenzo Ceniti rivolge uno speciale grazie al prof Massimo Roberto Beato, docente di Storia del teatro e dello Spettacolo (Dip DISTU-Università degli Studi della Tuscia) che, nonostante i suoi impegni professionali, è venuto in suo aiuto dopo l’improvvisa rinuncia a partecipare alla conferenza programmata con l’amico storico di Gabriella Ferri, Raffaele Ferruccio Nocente, titolare della Galleria Piccolo Angelo nel borgo di Corchiano, in provincia di Viterbo, dove poi Gabriella è morta.

Il prof Massimo Roberto Beato dal tavolo dei relatori si è avvicinato a Gabriella Ferri in punta di piedi e virtualmente l’ha portata tra i presenti  non solo con immagini proiettate sullo schermo ma anche facendo riascoltare la sua voce calda e roca mentre interpreta personaggi e storici successi canori, alcuni canticchiati con lei dal pubblico in sala.

Si spengono le luci e parte la narrazione che mette in evidenza due aspetti di Gabriella Ferri: l’antidiva e la romana. Tutta la sua carriera inizia dall’amicizia con Luisa De Santis (figlia di Giuseppe, regista del film Riso amaro), che insieme danno vita al duo ”Luisa e Gabriella’ e tengono i primi spettacoli basati sul repertorio tradizionale della canzone romanesca. Nel 1966 Gabriella Ferri approda al Bagaglino. Si esibisce anche al Piper Club, dove conosce e stringe amicizia con Patty Pravo.

Nel 1969 partecipa al Festival di Sanremo, presentando in coppia con Stevie Wonder il brano ‘Se tu ragazzo mio”, scritto insieme al padre Vittorio e a Piero Pintucci. La canzone viene eliminata al primo turno. Nel corso degli anni il suo fisico, da magro e sottile che era, si irrobustisce e viene indicata come di una “Mamma Roma”, erede di un genere romanesco che non è solo voce, ma anche aspetto. Sfruttando questo a proprio vantaggio, Ferri si appropria di canzoni vecchie o nuove che le danno la possibilità di costruire dei veri e propri numeri nei quali però non c’è imitazione di altri artisti ma il merito di una personalità esuberante e irrefrenabile. Nel  1972 durante una tournée in America Latina, conosce Seva Borzak, presidente della divisione sudamericana della RCA, che sposa nello stesso anno, e da cui avrà l’unico figlio, Seva junior.

Nel 1976 partecipa al film brillante ‘Remo e Romolo-Storia di due figli di una lupa’. Nel 1997 si  ritira temporaneamente dalle scene per le ricadute della grave depressione che la tormenta da anni.

La cantante sembra ritrovare la serenità nel 2002 quando torna ad apparire in televisione dove si esibisce cantando i suoi grandi successi, come ‘Dove sta Zazà?’. La sua ultima apparizione in tv è del 31 gennaio 2004 al programma televisivo ‘ Trash (non si butta via niente)’ condotto da Enrico Montesano, dove interpreta egregiamente alcuni stornelli romani.

Gabriella muore cadendo da una finestra della sua casa di Corchiano (Viterbo) il 3 aprile 2004, all’età di 61 anni. Seguono i ricordi di quanti le hanno voluto bene e le parole del  figlio Seva Borzak jr.: “Ci sono persone speciali che vivono un po’ più a fondo degli altri e riescono a vedere cose che gli altri non vedono”.  E la poesia di Alda Merini: ‘Sei libera finalmente da quei dolori, del sogno che danno trafitture e croci, da tanti sorditi amori non ricambiati o forse rifiutati per sempre, perchè noi con queste chiome sparse per terra non facciamo che lavare i piedi di coloro che non ci accolgono. La donna artista deve volare alto ma non volevo che tu avessi una brutta compagna come la morte”.

Non basta una serata per raccontare Gabriella Ferri. Per finire il racconto della sua vita l’artista saluta tutti dallo schermo con  l’accorta canzone ‘Grazie alla vita’.

Dopo un momento di silenzio si riaccendono le luci in sala dove prende la parola Simona Tartaglia Capitani per dar voce al ricordo giovanile delle sue vacanze spensierate a Capri dove ha passato un’estate memorabile con tanti amici, tra i quali anche la mitica Gabriella Ferri.

Gli applausi calorosi del pubblico chiudono la strepitosa conferenza.

 

 

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