“Non si arresta il significativo aumento delle denunce di infortunio nella Regione Lazio. Rispetto al primo bimestre del 2025, gli infortuni denunciati al 28 febbraio 2026 crescono del 12,4%, percentuale che sale al 19% se si considerano quelli avvenuti in occasione di lavoro. Un dato che conferma un trend negativo che richiama con forza la necessità di intervenire su prevenzione, controlli e sicurezza nei luoghi di lavoro”. Lo comunica in una nota la Cgil di Roma e Lazio.
“Davanti a questi numeri – prosegue la Cgil – guardiamo con preoccupazione anche alla prossima estate, nel 2024 e nel 2025 un terzo dei decessi sul lavoro sono avvenuti proprio durante i mesi più caldi dell’anno. Adesso siamo ancora in tempo per invertire il trend attraverso il potenziamento dell’ordinanza regionale del Lazio, la prima in Italia ad aver tutelato anche i rider, tema su cui ci aspettiamo una rapida ripresa del confronto con la Regione Lazio per condividere le misure con cui tutelare le lavoratrici e i lavoratori dalle ondate di calore.”
“Gli aumenti – spiega il sindacato – riguardano tutte le fasce d’età, da quelle più giovani a quelle più vicine alla pensione, e colpiscono ancora una volta le persone più fragili. In particolare si registrano incrementi rilevanti tra i 60 e i 64 anni e tra i 65 e i 69 anni. Sul piano territoriale, fatta eccezione per la provincia di Rieti, tutte le province del Lazio segnano un aumento delle denunce, con un picco particolarmente significativo nella provincia di Roma. Anche sugli infortuni con esito mortale la Regione Lazio non si toglie la maglia nera. – prosegue il sindacato – A gennaio e febbraio 2026 sono 11 persone hanno perso la vita lavorando, come nel 2025. I più colpiti continuano ad essere gli over 60, in una fascia d’età in cui si dovrebbe essere esonerati da lavori gravosi e pericolosi.”, conclude la Cgil di Roma e Lazio.





