Università Unimarconi

Lazio maglia nera di Testamenti biologici: ultima regione

Il Lazio si trova in fondo alla classifica delle regioni italiane per numero di Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) depositate, con solo 1 DAT ogni 307 maggiorenni.

Anche le province del Lazio mostrano una situazione critica. Rieti registra 1 DAT ogni 412 abitanti, penultima in Italia. Seguono Latina con 1 DAT ogni 336 abitanti e Roma con 1 DAT ogni 307 abitanti.

Nonostante Roma sia seconda per numero assoluto di DAT depositate (6.280), il rapporto per abitante è basso.

I dati in pillole: Complessivamente in Italia, i Comuni che hanno risposto ad almeno una delle due indagini sono stati 6.097, ossia il 77,2% del totale del Paese, con 4.533 enti che hanno fornito, come richiesto, un aggiornamento sui dati al 31 dicembre 2023.

Più in generale, sono 230.940 le DAT che risultano depositate nei 6.096 Comuni. Ciò significa, una DAT ogni 191 maggiorenni. A queste vanno aggiunte quelle dei Comuni che non hanno risposto e quelle depositate presso notai, strutture sanitarie e uffici consolari, a cui non abbiamo accesso. Il 90,4% di queste sono state correttamente inserite all’interno della Banca Dati Nazionale, mentre il 9,6% dovevano essere ancora inserite nel momento in cui i Comuni (5.845) ci hanno fornito questo dato. Varese (una DAT ogni 86 abitanti) e Pesaro (1 ogni 99) i capoluoghi di provincia con più DAT in proporzione alla popolazione maggiorenne residente. 

Nei 4.533 comuni che hanno fornito l’aggiornamento al 31 dicembre 2023 si riscontra un aumento del 52,5% delle DAT depositate rispetto all’anno precedente.

“Anche sul testamento biologico siamo costretti a sostituirci allo Stato nel fornire informazioni e servizi alla persona a causa dell’inazione delle istituzioni. E’ ciò che accade  sul tema dell’aiuto medico alla morte volontaria, rispetto al quale, nell’inerzia  del Parlamento sarà  la  Corte costituzionale  a dover intervenire nei prossimi giorni per chiarire i confini del diritto esistenti, e  siamo noi  dell’Associazione Luca Coscioni a dover aiutare le persone che chiedono di interrompere una  condizione  di vera e propria tortura – dichiarano Filomena Gallo e Marco Cappato, segretario nazionale e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. “

“Positivo l’aumento del 52% delle nuove DAT depositate nel 2023 rispetto al 2022. Un dato che si deve a chi continua a fare iniziativa politica e informazione a livello locale su questo strumento. Ma a livello istituzionale non è mai stata condotta alcuna campagna informativa sul tema e anche in questo caso, come già accade in tema di morte volontaria medicalmente assistita, tocca a un’associazione sostituirsi allo Stato nel garantire alla popolazione diritti civili fondamentali. Particolarmente gravi i dati che abbiamo ottenuto circa il mancato inserimento delle DAT nella Banca dati nazionale. A una persona su 10 tra quelle che hanno depositato le DAT, senza questo inserimento non è garantito il rapido rispetto delle proprie volontà. Un malfunzionamento dovuto alla mancata formazione del personale da parte dei Ministeri competenti”.

Da oggi e per una settimana una équipe di medici, tra i quali il Dottor Mario Riccio, anestesista che aiutò Welby a morire e che curò la parte tecnica del primo suicidio medicalmente assistito in Italia, rafforzeranno il team di volentari del “Numero Bianco” (06\99313409) rispondendo a tutte le domande dei cittadini sulle Dat.

Anche al “Numero Bianco dell’Associazione Luca Coscioni ha aumentato le richieste di informazioni sul fine vita. Negli ultimi 12 mesi sono arrivate 15.559 richieste di informazioni, con una media di 43 richieste al giorno e un aumento del 28% rispetto al 2022. In dettaglio: 3.302 scambi di informazioni su eutanasia e suicidio medicalmente assistito (+43%) e 823 scambi sull’interruzione delle terapie e la sedazione palliativa profonda (+27%).

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