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Lazio seconda in Italia per numero di Società Benefit, Viterbo terza provincia (13 imprese benefit)

Il Lazio si afferma come uno dei territori più dinamici del Paese nella diffusione delle Società Benefit, con 625 imprese, pari all’11,77% del totale nazionale. Una quota rilevante, trainata principalmente da Roma, che conta 579 imprese e da due anni vede l’impegno attivo dell’assessorato alle Attività Produttive, Pari Opportunità e Attrazione Investimenti di Roma Capitale nella promozione e diffusione del modello sul territorio, seguita da Latina (17) e Viterbo (13).

Il dato regionale si inserisce in un quadro nazionale in crescita. A livello italiano, infatti, le Società Benefit hanno raggiunto quota 5.309 al 30 settembre 2025, con una crescita del 22% rispetto all’anno precedente e un valore della produzione aggregato pari a 67,8 miliardi di euro.

Evidenze che emergono dall’ultima edizione della Ricerca Nazionale sulle Società Benefit – condotta da NATIVA, il Research Department di Intesa Sanpaolo, InfoCamere, l’Università di Padova, la Camera di commercio di Brindisi-Taranto e Assobenefit – che offre una fotografia dettagliata del modello Benefit in Italia.

Dallo studio, che include un’indagine condotta su un campione ampio e rappresentativo, composto da oltre 300 Società Benefit e più di 550 imprese non-benefit, spicca il ruolo sempre più centrale che queste imprese assumono come motore di innovazione per il sistema Paese. Il 20% delle Società Benefit investe oltre il 5% del proprio fatturato in obiettivi sociali e ambientali, mentre le non-benefit che dimostrano questo impegno economico sono il 6%. Quasi la metà delle Benefit integra in modo sistematico la valutazione degli impatti ambientali e sociali nei processi decisionali strategici, contro il 23% delle imprese non-benefit. Tra le Benefit, anche chi non adotta questa integrazione in forma totale considera comunque l’impatto in molte decisioni (47%), mentre solo il 6% si limita alla conformità normativa, approccio invece adottato dal 37% delle imprese “tradizionali”.

La scelta di diventare Società Benefit nasce prevalentemente all’interno delle organizzazioni e si associa a miglioramenti concreti nel posizionamento sul mercato, nelle relazioni con la comunità locale e nel clima aziendale. Tre imprese su quattro riportano reazioni positive o molto positive da parte dei dipendenti, un maggiore senso di appartenenza (quasi 60%) e un miglioramento dell’ambiente di lavoro (48%). Apprezzamenti analoghi arrivano da associazioni non profit (73%), clienti (72%) e comunità locali (71%).

Un elemento distintivo delle Società Benefit riguarda anche la gestione della filiera: il 22% adotta criteri rigorosi nella selezione dei fornitori, valutandone le performance

di sostenibilità, mentre tra le non-benefit questa percentuale scende al 10%. Proprio il coinvolgimento della supply chain, tuttavia, viene indicato come la principale difficoltà nell’implementazione del modello (29%). Per accelerarne la diffusione, le imprese segnalano come misure più efficaci l’introduzione di vantaggi fiscali (81%) e forme di premialità nei bandi pubblici (64%).

La Ricerca approfondisce inoltre la dimensione statutaria delle Società Benefit, analizzando 4.110 statuti nei quali sono state identificate 23.990 finalità specifiche di beneficio comune, con una media di 5,8 finalità per impresa. Le categorie più frequenti riguardano i diritti umani e le relazioni con la comunità (26,8%), il coinvolgimento e l’inclusione delle persone (19,2%) e la diffusione del modello Benefit (7%).

Complessivamente, le finalità sociali rappresentano il 55%, seguite da quelle ambientali (29%) e di governance (16%). Il 77% delle imprese ha inserito almeno una finalità materiale, cioè allineata ai temi più rilevanti per il proprio settore.

Tra le novità più significative c’è l’analisi della coerenza tra gli impegni dichiarati negli statuti e quanto rendicontato nelle Relazioni di Impatto. Nelle 99 Società Benefit di grandi dimensioni analizzate la corrispondenza risulta molto ampia: l’85% delle 1.824 azioni censite ha raggiunto gli obiettivi prefissati. Da questo censimento delle azioni è inoltre emersa una mappa articolata di oltre 130 temi di impatto, raccolti nel primo Dizionario dell’Impatto delle Società Benefit, pensato come strumento operativo per supportare ulteriormente la crescita del modello nel Paese.

COSA SONO LE SOCIETÀ BENEFIT

 

Società Benefit è uno status giuridico adottato da imprese che, oltre allo scopo di distribuire gli utili, perseguono una o più finalità di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, ambiente e stakeholder, impegnandosi a valutare in maniera trasparente il proprio impatto.

I principi costitutivi delle Società Benefit sono definiti nella legge 28 dicembre 2015, n. 208. Nel 2016 l’Italia è diventata il primo Paese, dopo gli Stati Uniti, a introdurre nella propria legislazione la possibilità per le aziende di adottare la qualifica di Società Benefit. Secondo la norma, le Società Benefit presentano alcune sostanziali novità:

● Una o più finalità di beneficio comune indicate nell’oggetto sociale. La realizzazione di un beneficio comune viene pertanto a configurarsi come un obbligo giuridico di natura statutaria.

● L’obbligo, nella gestione, di bilanciare l’interesse dei soci con il perseguimento delle finalità di beneficio comune e gli interessi degli stakeholder.

● L’obbligo di comunicare in maniera trasparente il perseguimento del beneficio comune con una relazione annuale che contempli anche la misurazione dell’impatto generato – secondo standard di valutazione esterni – su governance, lavoratori, stakeholder del territorio e ambiente.

● La necessità di individuare un soggetto all’interno della società responsabile per il perseguimento del Beneficio comune.

NATIVA è la Società Benefit che da anni accompagna le imprese nel ridisegnare radicalmente i propri modelli in ottica di sostenibilità, in favore di un paradigma economico rigenerativo. Dal 2014 ha per prima attivamente promosso l’introduzione delle Società Benefit in Italia e poi in Perù, Ecuador, Colombia, Uruguay, Panama e Spagna, come modello di governance efficace per accelerare l’integrazione della sostenibilità nei processi di business delle aziende.

Intesa Sanpaolo è il maggior gruppo bancario in Italia con una significativa presenza internazionale. Il suo Research Department è uno dei principali centri di ricerca economica e finanziaria del Paese, con la mission di produrre: analisi indipendenti e imparziali e contribuire al dibattito economico sui principali temi strutturali del Paese; studi sull’andamento dell’economia italiana e internazionale, sui mercati dei capitali, sulle economie territoriali, sui settori e distretti industriali, sul sistema bancario, su Enti e Servizi Pubblici Locali.

InfoCamere è la società consortile delle Camere di Commercio per l’innovazione digitale e ha il compito di approntare, organizzare e gestire nell’interesse e per conto delle Camere di Commercio il Registro Imprese (riconosciuto dall’AGID quale banca dati di interesse nazionale) e altri rilevanti asset digitali del sistema camerale, sviluppando al contempo soluzioni per l’analisi dei fenomeni economici letti attraverso il dato amministrativo a supporto dei decisori pubblici e del sistema produttivo nel suo insieme.

Il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali “Marco Fanno” è un dipartimento dell’Università di Padova che integra docenti di area economia e di area management e che nel corso degli anni ha maturato consolidate esperienze di ricerca nell’ambito dell’imprenditorialità, delle forme organizzative, della governance, dei modelli di business e della gestione delle risorse umane nell’ottica della sostenibilità. Dal 2023, è accreditato Equis.

La Camera di commercio di Brindisi – Taranto opera, sin dal 2016, a favore della diffusione della conoscenza e dell’adozione del modello imprenditoriale benefit, promuovendo il costante monitoraggio quali – quantitativo del fenomeno attraverso la creazione e la gestione, con l’indispensabile supporto tecnologico di InfoCamere, di un Osservatorio e di una dashboard di analisi statistica evoluta.

Assobenefit è la prima associazione rappresentativa e di indirizzo delle Società Benefit in Italia e affianca tutte le aziende diventate benefit e quelle che si riconoscono in un modello di mercato e di crescita sociale ed economica che pone al centro della propria azione il bene comune, svolgendo inoltre un ruolo di ispirazione della normativa in merito alle Società Benefit stesse.

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