Le Macchine di Santa Rosa in piazza e i Facchini vestiti da Babbo Natale?

Il sen. Michele Bonatesta ironizza sulla ‘ pazza’ idea di trasformare la tradizione viterbese in una carnevalata.  IMG 9534Riceviamo e pubblichiamo. “Bene. Anzi, benissimo. Anche questa volta, fortunatamente, Santa Rosa è intervenuta ‘ illuminando ‘ il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini ( o non sappiamo bene chi altro ) per scongiurare ( almeno così si spera ) quella che sarebbe stata … l’idea più pazza del mondo”.

“Eggià, l’idea più pazza del mondo L’idea di trasformare in una vera e propria carnevalata la più importante ed antica tradizione della nostra città, vale a dire… la Macchina di Santa Rosa. Epproprio: la Macchina di Santa Rosa, anzi… tre Macchine di Santa Rosa collocate in altrettante piazze di Viterbo in occasione del prossimo Natale. Eggià, al posto degli alberi di Natale l’amministrazione Michelini sarebbe potuta passare alla storia (di casa nostra) per essere stata la prima ((e sicuramente l’unica ) a dare corpo a questa che non esitiamo a continuare a definire … l’idea più pazza del mondo”.

“Chissà chi è che l’aveva partorita. Forse il neo vate della cultura viterbese Filippo Rossi, candidato sindaco alle ultime elezioni per il Comune di Viterbo ed attuale presidente del consiglio comunale ? Oppure l’avvocato Giacomo Barelli, assessore del Comune di Viterbo alla cultura dell’illuminato ex presidente di Caffeina, Filippo Rossi ? Oppure… oppure si è trattato di un’idea partorita da entrambi ? Chi lo potrà mai dire !? Fatto sta che – come dicevamo – ci ha pensato Santa Rosa ad evitare la pessima figura che i nostri amministratori avrebbero fatto non solo di fronte ai viterbesi ma sicuramente anche davanti agli eventuali forestieri che non avrebbero assolutamente capito cosa – in realtà – ci sia dietro quel simbolo della fede dei viterbese se avulso dal suo contesto, se avulso dal 3 settembre, se avulso dalle strade buie e dalle tante luci che l’illuminano di luce propria, se avulso dal sentimento dei viterbesi per quella notte, se avulso soprattutto dal legame insopprimibile con i Facchini di Santa Rosa”.

“Eggià, i Facchini di Santa Rosa Strano che questa volta che avrebbero avuto tutte le ragioni di questo mondo per dire la loro abbiano osservato invece un religioso silenzio. Eggià perché… perché la Macchina di Santa Rosa senza i Facchini di Santa Rosa sarebbe stata anche questa… l’idea più pazza del mondo. Ma meno male che – dicevamo – Santa Rosa ha fatto balenare agli amministratori di casa nostra quella storia del vento che avrebbe potuto farle rovinare in terra, indipendentemente dalla ‘ follia ‘ dell’idea stessa in sé e per sé”.

“Eggià, non vi sarebbero stati – sarebbe stato detto ora – tutti quei presupposti di sicurezza che avrebbero dovuto evitare che una scarnevalata si potesse trasformare in qualcosa di molto ma molto peggio. E così – almeno pare – ai viterbesi sarà risparmiata l’annunciata ‘ carnevalata ‘ delle Macchine di Santa Rosa in piazza, a Natale, magari – come dicevamo – come sostitute dei tradizionali alberi di Natale che però… che però di solito la sera sono illuminati con tante luci colorate mentre le Macchine di Santa Rosa sarebbero rimaste sicuramente spente. Tre alberi di Natale che, sicuramente, non costerebbero quanto sicuramente costerebbe la carnevalata, in tempo di crisi e… di strade piene di buche. Pensate. Pensate che ‘ pazza’ idea per attirare i turisti a Viterbo”.

“Eggià, l’idea più pazza del mondo che – se portata sullo schermo – potrebbe tranquillamente continuare la divertente serie cinematografica dell’aereo più pazzo del mondo, eccetera eccetera eccetera. Tre Macchine di Santa Rosa magari circondate dai Facchini di Santa Rosa con tanto di barba bianca e cappellino rosso con il pon pon che – novelli Babbo Natale, distribuiscono caramelle e carezze ai bambini ed alle bambine che passano. Eggià, all’utilizzo dei Facchini di Santa Rosa in veste di Babbo Natale ‘ di casa nostra ‘ non ci aveva pensato nessuno. Nemmeno Filippo Rossi. Nemmeno Giacomo Barelli. Che disastro, gente. Che disastro. Prima si vorrebbe tacciare di razzismo chi – saggiamente – propone di realizzare a Viterbo un ‘ mercato multietnico ‘ e poi si propone di trasformare la Macchina di Santa Rosa, simbolo di Viterbo e della religiosità di Viterbo, delle fede e della devozione dei viterbesi in Santa Rosa, in qualcosa che alla fin fine non sarebbe nemmeno una carnevalata. Eggià, l’idea più pazza del mondo che , alla fin fine, non è assolutamente nulla. Che è… il nulla assoluto. Ma non disperiamoci per il futuro. Con certi amministratori non si sa mai che cosa il futuro potrebbe riservarci. La cultura, infatti, non è qualcosa alla portata di tutti anche in una città da sempre definita… città di arte e di cultura”.

“Eggià, anche la cultura deve andare al passo con i tempi e con il livello di chi ne dovrebbe usufruire. Pensate a Caffeina. Per far gridare al… miracolo culturale, Filippo Rossi l’ha dovuta portare a Viterbo perché (forse) a Roma ed in altre città non l’avevano voluta avendo un concetto differente da Filippo Rossi e Giacomo Barelli di ciò che può definirsi… cultura”.

“Eggià, pensiamo al futuro. Pensiamo ad un’altra idea che possa essere culturalmente ancora più ‘ pazza ‘ di quella che (forse) abbiamo scampato, vale a dire le Macchine di Santa Rosa nelle piazze di Viterbo in occasione del prossimo Natale. Eggià, pensiamo magari… magari pensiamo… massì…pensiamo in grande. magari pensiamo alla promozione turistica della Macchina di Santa Rosa che si potrebbe ottenere portandola a sfilare al Carnevale di Rio, trasportata dai Facchini di Santa Rosa al ritmo di samba. Eggià. Essì. Epproprio. Questa sì che sarebbe… che potrebbe essere un’idea geniale, un’idea più pazza di qualsiasi altra ben sapendo che – a volte – genialità e pazzia si sovrappongono tra di loro. Pensate. Pensiamo. La Macchina di Santa Rosa, i Facchini di Santa Rosa, Santa Rosa, Filippo Rossi e Giacomo Barelli a Rio, al carnevale di Rio, tutti appassionatamente insieme, al ritmo di samba. O no ?” Sen. Michele Bonatesta.

   

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