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Licenziamento via e-mail non firmata: una pratica che non regge in tribunale

Immaginate di controllare la vostra casella di posta e trovare una e-mail con oggetto: “Comunicazione di licenziamento”. Niente carta intestata, nessuna firma in fondo al testo, solo poche righe che vi informano che il vostro rapporto di lavoro è terminato. È un incubo che, purtroppo, è capitato a diversi lavoratori. Ma la buona notizia è che quella comunicazione non ha alcun valore legale. Infatti  su questo argomento la legge è chiara: serve la firma. Lo ha ribadito anche la recente sentenza del 9 settembre 2025 del Tribunale di Pavia, sezione lavoro, il quale è intervenuto proprio sul tema della validità di forme particolari di comunicazione del licenziamento da parte del datore di lavoro.

La normativa italiana prevede che il licenziamento debba avvenire in forma scritta e con la sottoscrizione del datore di lavoro. Senza questi requisiti, la comunicazione è considerata nulla.
Una e-mail non firmata non garantisce né l’identità di chi l’ha inviata, né la certezza che il contenuto sia autentico. Per questo i giudici la dichiarano illegittima.

Chi riceve un licenziamento di questo tipo non deve considerarsi fuori dall’azienda. In pratica, il rapporto di lavoro continua a esistere, e il dipendente ha il diritto di presentarsi sul posto di lavoro. Non solo, può anche impugnare l’atto davanti a un giudice e chiedere di essere reintegrato o risarcito.

Ma allora come deve avvenire un licenziamento valido?

Per essere valido, un licenziamento deve arrivare tramite:

  • una lettera cartacea firmata e consegnata a mano o spedita con raccomandata;
  • oppure un messaggio inviato via PEC (posta elettronica certificata), ma sempre con firma digitale.

Una e-mail normale, senza firma, resta invece un semplice messaggio privo di valore.

Si precisa che la pratica del “licenziamento veloce” via e-mail è rischiosa per ogni datore di lavoro. Chi sceglie questa scorciatoia, oltre a vedersi annullare il provvedimento, rischia di affrontare anche un contenzioso lungo e costoso.
Il licenziamento è un atto serio e va trattato con la dovuta attenzione; non si tratta di una comunicazione qualunque che si può mandare come se fosse una nota interna.

Un consiglio per chi riceve questo tipo di e-mail è non farsi prendere dal panico. Salvate la comunicazione ricevuta e rivolgetevi a un sindacato o a un legale per far valere i vostri diritti. Quella e-mail, da sola, non basta a interrompere il vostro contratto.