L’immigrazione, per Chiara Frontini (Viterbo 2020), è un work in progress

di MARIA ANTONIETTA GERMANO –

VITERBO –  La politica viterbese, in vista delle prossime elezioni amministrative nella Tuscia e la scadenza del mandato (2018) del sindaco Michelini, affila le armi e cavalca l’onda del malessere dei cittadini provati da una crisi economica lunghissima. A questa si aggiunge l’arrivo reale e ipotizzato sul tutto il territorio della provincia di numerosi immigrati di varie etnie (1300 prossimi arrivi, secondo la stima del Sole24Ore, ndr), assegnati dalla Prefettura a cooperative con scopo di lucro che hanno risposto al bando pubblico del Ministero dell’Interno. Viterbo città tranquilla e ospitale, non ci sta al business e si rivolge alla politica locale.

Manifesto Viterbo 2020 (foto MAG)

Il grido di allarme viene colto al volo dalla consigliera comunale Chiara Frontini, attiva fondatrice del Movimento Civico Viterbo 2020, che ascolta le lamentele di molti e il disagio di alcuni per la presenza di immigrati che vagano per le strade senza scopo alcuno, se non quello di chiedere l’elemosina.  La giovane politica risponde allo sdegno facendo sentire la sua voce anche in Consiglio comunale con tono alto e chiaro. E ben sapendo che la pubblicità è l’anima del commercio, cosa fa? Un bel cartellone 12 m. x 3, con il logo del suo Movimento, posizionato in bella vista nel parcheggio comunale di Viale Raniero Capocci sul quale c’è scritto: “Siamo contro l’immigrazione incontrollata. Viterbo non è un albergo. Prima i viterbesi”.

Viterbo non è un albergo? Magari lo fosse, il turismo ne sarebbe felice.  Naturalmente questo cartellone, visibile a centinaia di metri di distanza, ha innervosito molti che lo hanno bollato come “razzista”.

Manifesto (foto MAG)

Per fare chiarezza delle buone intenzioni che hanno motivato la scelta, Chiara Frontini questa mattina ha convocato in strada, davanti al manifesto contestato e già imbrattato con l’insulto sporchi schifosi, gli sherpa della stampa locale, accorsi in gran numero per ascoltare il Verbo, espresso su un nuovo cartellone con le parole:  “Noi non ci guadagniamo”. In soldi certamente no, ma in voti sì.

La spiegazione tocca temi di attualità, no alle politiche sull’immigrazione dell’Unione Europea e no allo Stato che non ferma l’esodo. Tanta retorica e nessuna proposta concreta per arginare l’arrivo certo di tanti poveri cristi.

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