Linguaggio poetico: cenni su anastrofe e anafora

di LORENA PARIS-

VITERBO – Per “ Di martedì, Poesia” questa settimana, riassumo due figure retoriche usate nel linguaggio poetico.  L’ anastrofe, ovvero l’inversione di due parole rispetto all’ordine solito:
“Cercavano il miglio gli uccelli ed erano subito di neve;…”(S. Quasimodo), dove il soggetto “uccelli “ è posto dopo il predicato verbale e complemento oggetto ( cercavano il miglio) “Sempre caro mi fu quest’ermo colle…”(G. Leopardi) (dove l’aggettivo “ermo” è anteposto al nome “colle”.
L’ anafora ovvero la ripetizione di una o più parole all’inizio del verso e successivi. Per me si va nella città dolente, per me si va nell’eterno dolore, per me si va tra la perduta gente…
(Dante).

Vi scrivo e leggo qui  un mia poesia breve con consonanze (canto – pianto- rimpianto) ed anastrofe ( aggettivo, “ lenta “anteposto al nome “andatura”).

Mi sono fermata
in un luogo del mondo
seguito le note di un canto
una strada di rose
il ricordo del pianto.
Ho preso appunti
con una matita di luna
lenta andatura
un quaderno ho finito
di terra e rimpianto.

Lorena Paris


Ascolta la poesia dalla voce dell’autrice


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