Lino Fumagalli celebra la Santa Messa per ricordare i 750 anni del Conclave di Viterbo

di ARIADNA BULAT –

VITERBO – Si è tenuta stamattina la Santa Messa, trasmessa in diretta su Rai 1, presso la Cattedrale San Lorenzo di Viterbo. La celebrazione è stata presieduta dal Vescovo Mons. Lino Fumagalli e ha aperto le celebrazioni per i 750 anni del Conclave più lungo della storia della Chiesa avvenuto a Viterbo, che è durato quasi tre anni. Presenti alla cerimonia l’attore Piermaria Cecchini e  l’assessore comunale all’Agricoltura Ludovica Salcini. 

La storia del Conclave ebbe inizio il primo settembre 1271 quando una commissione, formata da sei cardinali, ricevette l’incarico di eleggere il nuovo Papa nel termine di due giorni. Lo stesso fu eletto Tedaldo Visconti, che si trovava a San Giovanni d’Acri per la nona crociata. Tedaldo fu incoronato Papa il 27 marzo 1272 con il nome di Gregorio X e nel 1274, durante il Secondo Concilio di Lione, promulgò la Costituzione apostolica “Ubi Periculum”, documento con cui la Chiesa istituisce ufficialmente il Conclave e ne stabilisce le regole per l’elezione dei nuovi Papi, secondo le modalità seguite per la sua elezione a Viterbo.

Quest’anno ricorrono i 750 anni dal Conclave ed in questo contesto la Santa Messa è stata trasmessa in diretta streaming su Rai 1.  Le immagini hanno dato la possibilità a tutti di poter ammirare e conoscere la storia che ha reso Viterbo famosa in tutto il mondo assegnandole l’appellativo di “Città dei Papi”.

Durante l’omelia, nell’occasione della quinta domenica di Quaresima, il Vescovo ha fatto riferimento all’amore che ciascuno deve avere per l’altro, alla capacità della persone di “aprirsi agli altri e passare dall’egoismo a concepire la vita come un dono. In questo modo ci si prepara alla Pasqua. Chi ama la propria vita la perde, il Signore è stato capace di un amore che dona la vita.” – ha detto il Vescovo  Lino Fumagalli.

“Soprattutto in questi tempi difficili di pandemia – ha continuato il Vescovo, riferendosi al  Coronavirus – siamo chiamati a vivere questo dono. La presenza del Signore accanto a noi è fonte di speranza e stimolo. Siamo chiamati a prenderci cura di chi è solo e di chi ha bisogno. Dobbiamo essere portatori di speranza e di fiducia. Non lasciamoci rubare la speranza:  insieme e solidali vinceremo questi tempi difficili, che diventeranno opportunità di crescita e di ritorno a una vita più essenziale”.

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