L’opera di sensibilizzazione dell’ADMO al Liceo “Mariano Buratti” di Viterbo

di MARINA CIANFARINI –

VITERBO – L’importanza del donare, lasciando che quello slancio d’amore divenga insegnamento e traino per le nuove generazioni. L’Admo Viterbo cresce nei numeri e nelle adesioni, catena d’emozione, recependo il desiderio di chi desidera diventare donatore di midollo osseo. Un’accoglienza familiare, riservata da persone che di cuore ne hanno da vendere, tanta è la loro bellezza. Paola Massarelli, presidente Admo Viterbo, è una madre con gli occhi grandi abbastanza da ospitare una battaglia ancora vivida. La sua esperienza personale è linfa per i genitori in lotta, speranza per i pazienti in attesa.

Mercoledì 20 febbraio, ha lasciato che l’alba facesse capolino e ha percorso la strada che conduce al Liceo “Mariano Buratti” di Viterbo. La sua è una sensibilizzazione delicata e calzante, che entra nelle scuole e si apre al silenzio d’un ascolto generale. Con lei Tiziana Riva, vice presidente Admo Viterbo e donatrice effettiva, che ha sperimentato l’importanza dell’esistenza, divenendo l’angelo di una rinascita.

200 studenti delle classi quinte dell’indirizzo Classico e Linguistico, hanno dimenticato il fluire del tempo, divenendo spettatori di un’opera di informazione straordinaria. Una lezione differente, promossa dalla professoressa Alessandra Croci, in cui lo slogan “Donatori Admo, donatori di vita” ha risuonato forte nella nuova Aula Magna del Liceo, parlando al cuore dei ragazzi presenti. Il significato della donazione, i requisiti di adesione  e cosa significa diventare realmente donatore.

Il racconto di Paola colmo di gratitudine verso quella donatrice sconosciuta che ha soffiato via la notte dalla vita di suo figlio, quel legame invisibile e possente che nessuno potrà mai spezzare. La testimonianza di Tiziana che ha scelto la via dell’amore, tipizzandosi prima e rispondendo alla chiamata di donazione, poi. C’era la vita che risuonava nella grande stanza del Liceo e un’attenzione elevata verso narrazioni dalla morale preziosa.

“Parlare in un tempo abbastanza ristretto, 45 minuti circa, cercando di attirare l’attenzione degli studenti, è abbastanza arduo – racconta Tiziana al nostro quotidiano Tuscia Times. – Molti studenti non hanno le idee chiare su cosa sia e dove si trovi il midollo osseo, quindi si trovano inondati da informazioni che vanno da una base molto elementare di anatomia e fisiologia, alla descrizione delle procedure di prelievo. Riconosco che sono tanti i concetti da elaborare, trasmessi velocemente, e soprattutto, c’è un importante messaggio su cui torno spesso: “Ognuno di voi ha la possibilità di salvare la vita di un perfetto sconosciuto”. Ognuno di loro è unico, speciale e può fare la differenza tra la vita e la morte”.

“Da circa un anno apro gli incontri con un video particolare – continua – che elabora esperienze dirette di alcuni ragazzi e proseguo dicendo:  “Avete sentito racconti di vita vera da vostri coetanei. La malattia non vi  avvisa con un messaggio su WhatsApp”. L’obiettivo è renderli consapevoli che esiste un mondo al di fuori del loro confine di sicurezza. Non devono necessariamente attendere che gli arrivi un “mattone tra capo e collo” per sapere che esiste una realtà in cui ci sono persone che attendono il Dono, con la D maiuscola, di uno sconosciuto, gemello genetico”.

Nella sua essenziale esposizione, Tiziana Riva alterna video e diapositive, lega la teoria delle procedure con la propria esperienza. Invita gli studenti a prendersi del tempo per maturare una scelta consapevole, perché peggio del non scegliere di  mettersi a disposizione del prossimo c’è il cambio di idea quando dall’altra parte (il mondo in cui vive il malato) si è già accesa la speranza.
“Concludo i miei incontri con una frase di Patch Adams – incalza Tiziana – .“Il vero nemico non è la morte.  Vogliamo combattere le malattie? Combattiamo la più terribile di tutte:  l’indifferenza” e mi auguro che le mie parole siano semi che, con il tempo, germoglieranno in una decisione che cambierà il destino di due persone: del ricevente e del donatore. Sì, perché anche la vita del donatore non sarà mai più la stessa”.

La vita di Tiziana è cambiata, da quando giunse una chiamata che le avrebbe arricchito il cammino esistenziale. Un bambino che, oggi, corre vittorioso sotto il sole di febbraio, grazie ad un Dono smisurato, grazie al suo Dono.

“I ragazzi erano interessati alla tematica. – spiega Paola Massarelli – Essi non si perdono dietro cose futili. Con Tiziana parliamo di Vita, di Dono ed avverto la loro partecipazione, forse perché portiamo storie vere, lasciando emergere il nostro vissuto; seminiamo e speriamo, un giorno, in un buon raccolto”.

I semi della sensibilizzazione sono stati gettati nelle menti e nell’animo di quegli studenti che, lasciata l’aula con nuove consapevolezze, faranno tesoro del messaggio recepito trasmettendolo con coscienza. Una catena di informazioni da espandere a quanti più cuori possibili, perché per essere tipi giusti serve donare. E si raccoglieranno, allora, nuovi frutti, nuovi sorrisi, nuove vittorie.

La campagna di conoscenza ed educazione nelle scuole proseguirà nelle settimane che verranno, perché parlare di vita non può bastare mai.

Le prossime tipizzazioni a Viterbo saranno il 26 febbraio, il 12 e il 26 marzo 2019. L’appuntamento è dalle 8:00 alle 9:00 presso il Centro Trasfusionale dell’Ospedale Belcolle. E’ obbligatorio prendere appuntamento scrivendo a viterbo@admolazio.it oppure WhatsApp/sms al 3347765148.

 

 

 

 

   

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