di MARIA ANTONIETTA GERMANO –
SAN MARTINO AL CIMINO (Viterbo) – Ieri, 8 luglio, nel chiostro dell’Abbazia Cistercense si è aperta con grande successo la quarta edizione della rassegna culturale di “Acrobazie Letterarie” dedicata quest’anno, in senso lato, al tema “L’invisibile”.
Dopo tanta calura, una temperatura gradevole e un venticello fresco ha accolto nell’improvvisata platea del chiostro un numeroso pubblico, pronto a scoprire tutto ciò che è definito Invisibile.
L’evento è iniziato con i saluti della direttrice artistica di ‘Tuscia Art Lab’ e presidente di Italian Human Connctions Ets Giulia Marchetti che ha introdotto il primo ospite della manifestazione, lo straordinario Luca Briasco, editor di narrativa, agente letterario e americanista. Dal 2018 è la voce italiana di Stephen King a cui recentemente ha dedicato il libro dal titolo “Il Re di tutti – Un ritratto di Sfephen King” (Salani Editore).
A dialogare con l’autore arriva sul palco Federico Meschini, prof all’Università degli Studi della Tuscia (DISUCOM) che subito precisa: “Siamo qui per parlare di Invisibili ma vedo la copertina del libro che tanto Invisibile non è. Anzi è una storia bellissima. Una biografia parallela (c’è anche la vita di Briasco), una biografia essenziale di Stephen King, celebrato in tutto il mondo come il “Re del Brivido”.
Luca Briasco divertito risponde: “Ringrazio per avermi invitato, adoro spostarmi fisicamente, odio fare presentazioni a Roma, anche perchè sono complicatissime e invece qui c’è sempre
pubblico, c’è sempre attenzione. Che cosa è questo mio libro? Intanto è un libro su commissione, nel senso che a un certo punto avevo cominciato a tradurre Stephen King, che non è esattamente uno scherzo, perchè l’uomo è grafomane. Con tutto che viaggia e veleggia perso i 78 anni, non si ferma, e quindi tradurlo significa essere sottoposto a dei ritmi abbastanza impegnativi. Titolo del mio libro, la domanda è: come è possibile questo apparente paradosso di chiamare una persona il Re, che comporterebbe da una parte una persona molto alta, su un piedistallo, irragiungibile, inattingibile, e contemporaneamte, perchè questo stesso Re viene chiamato “lo zio” dai suoi lettori? Lo zio è la figura di famiglia che ti racconta spesso le storie in sostituzione dei genitori o dei nonni. Com’è che questo è un Re ma anche un cantastorie? Com’è che è una persona messa su un piedistallo, ma da questo piedistallo scende continuamente? Per poterlo raccontare ho detto: vediamo che cosa è King per me. E quindi vediamo anche chi sono io (entro certi limiti). Poi ho cercato di non essere invadente, quindi mettere solo alcuni riferimenti della mia vita e una serie di funzioni della mia vita, della mia storia familiare che evocano degli strani parallelismi, o per somiglianza o per via oppositiva, con quella che è stata la vita di King. Il libro dunque è una biografia tematica, una biografia attraverso le opere di King senza però la pretesa di nominarle tutte, di raccontarle tutte. Ed era un libro che io volevo agile e molto facile da leggere”.
Ormai la conversazione ha preso l’attenzione del pubblico e va avanti in un susseguirsi di notizie e aneddoti sciorinati da Luca Briasco sul suo mestiere di editor e di traduttore. In una disamina attenta ed esaustiva ricorda avvenimenti legati a grandi successi come ‘Il grande Gatsby, il romanzo di Francis Scott Fitzgerald che quest’anno ne ricorre il centenario (pubblicato per la prima volta a New York il 10 aprile 1925). E punta il dito sulla figura dell’editor che non è colui che corregge e taglia il testo ma è quello che suggerisce eventuali modifiche rimanendo sempre dietro le quinte. Un editor che legge in anteprima il romanzo di un autore è tutt’al più una “levatrice”, ossia una persona che assiste il parto, che non è una maternità surrogata. L’editor deve dire all’autore, nell’ipotesi che gli arrivi un testo finito: sei arrivato a questo risultato, qui sì, qui no. E se non ci sei arrivato, fai tu.
L’autore sta mettendo in mano all’editor qualcosa che è di un’importanza vitale per lui. Quando una persona decide di scrivere un libro, riversa su quelle pagine tutto ciò che è una sua aspirazione profonda. Questo è tanto più vero quando lo scrittore è esordiente. Ed è lo scrittore con cui è più difficile lavorare. Se segnali che c’è un problema, gli togli sicurezze, e più la persona è insicura e gli esordienti lo sono, più diventa facile ferirla. Bisogna dunque incoraggiare anche con una parola di critica. E’ un lavoro di empatia ma sempre con un passo indietro.
Luca Briasco è un oratore brillante e sa come coinvolgere il pubblico e racconta le sue esperienze nel mondo dell’editoria. Ed ecco che all’improvviso precisa: “A partire da Silvio Berlusconi si pone una questione gigantesca in Italia che è quella del conflitto di interessi- Tutta l’editoria italiana è in conflitto di interessi. L’Italia è l’unico paese al mondo nel quale, faccio un nome Feltrinelli, è proprietario o cointeressato a tutti i settori dell’editoria. Dall’inizio alla fine. Ora si è comprata la Scuola Holden di Baricco. Comincia dal monoscritto, selezionando aspiranti e scrittori, ha una rete di promozione di sua propietà che è la Pidie; ha una cointeressenza fortissima nel più grosso distributore italiano che è ‘Messaggerie’, ed è proprietario della più grande catena di librerie. Questa cosa è inammissibile. In qualsiasi altro paese al mondo questa cosa non si puo fare. Vai in galera se fai una cosa simile. Anche quando quest’anno Feltrinelli vince il Premio Strega, dopo non averlo vinto in precedenza, con grande scandalo, perchè lo aveva vinto un editore indipendente che aveva pubblicato un libro di una persona che era da tempo morta, c’era una fortissima emotività intorno a quel libro. Emotività che ha scatenato un’onda d’urto cui Feltrinelli è stato spazzato via. Quest’anno Feltrinelli ha detto mo’ mi ripresento e voglio vedere cosa fate. Il libro è degnissimo e così l’autore Andrea Bajani. Però è inevitabile che se dietro c’è una casa editrice che sta diventando Gruppo Editoriale, non è più una casa editrice, ma è un Gruppo proprietario di altri marchi. Le regole non sono corrette. Oggi si è sempre sbranati dall’editoria. Esempio Ernest Hemingway era lo scrittore più bastardo, io l’adoro, è uno dei più grandi del ‘900. Applausi e ancora applausi.
La serata che ha svelato gli arcani dell’editoria, termina con il consueto firma copie.
La quarta edizione di Acrobazie Letterarie è patrocinata dal Comune di Viterbo e sostenuta da Ance Viterbo, TopCars Viterbo, C.G.T.Elettronica, Balletti Park Hotel, Mimosa Centro edilizia, Tuscia Art Lab, Italian Human Connection Ets, con la collaborazione di Biblioteca Consorziale Viterbo, La Nuova Compagnia Teatrale Sammartinese “Danilo Morucci”, Parrocchia S.Martino Vescovo, Confraternita del SS. Sacramento e S. Rosario.








