di REDAZIONE-
VITERBO – Una chiesa gremita, tanti volti commossi e un lungo abbraccio della città hanno accompagnato oggi pomeriggio l’ultimo saluto a don Ivo Bruni, storico sacerdote viterbese, per oltre cinquant’anni parroco di Sant’Angelo in Spatha, nel cuore di Viterbo.
La celebrazione, presieduta dal vescovo Orazio Francesco Piazza, si è svolta nella chiesa di piazza del Comune, diventata per decenni la casa spirituale di don Ivo e di intere generazioni di viterbesi. La partecipazione è stata così numerosa da non consentire a tutti di trovare posto all’interno.
Accanto al vescovo Piazza, che ha voluto personalmente celebrare le esequie cancellando un altro impegno già programmato, hanno concelebrato il vescovo emerito Lino Fumagalli e più di quaranta sacerdoti della diocesi di Viterbo. Presenti anche rappresentanti delle istituzioni, tra cui il prefetto Sergio Pomponio, il presidente della Provincia Alessandro Romoli, Renzo Savatori dell’Acli e, per il Comune, l’assessora Patrizia Notaristefano ed il consigliere Ugo Poggi.
Nel ricordare don Ivo, il vescovo Piazza ha sottolineato soprattutto la sua autenticità, la sua mitezza e quella bontà discreta che ne aveva caratterizzato l’intero percorso sacerdotale.
«La verità era la sua cifra umana e spirituale», ha ricordato il vescovo, evidenziando come in ogni gesto e in ogni servizio svolto da don Ivo ci fosse coerenza e profondità. Un sacerdote capace di
mettere sé stesso al servizio degli altri, senza mai cercare visibilità o riconoscimenti.
Proprio la mitezza è stata indicata da Piazza come uno dei tratti distintivi della sua personalità. Una bontà mai esibita, ma concreta, capace di affrontare anche le difficoltà senza sottrarsi alle responsabilità.
Il vescovo ha poi condiviso con i presenti un ricordo particolarmente personale. La mattina stessa, nella stanza della Curia dove per tanti anni aveva incontrato don Ivo, ha deposto un fiore. Un gesto semplice, accompagnato da un ringraziamento per la testimonianza lasciata dal sacerdote e per il modo in cui aveva vissuto la propria vocazione.
«Hai lasciato un solco con il tuo cammino – il senso delle parole di Piazza – e sei stato per noi esempio, insegnamento e ispirazione».
Un’esistenza interamente dedicata alla Chiesa e alla comunità. Nato a Viterbo il 24 agosto 1939, don Ivo era stato ordinato sacerdote il 28 giugno 1964, dopo gli studi in seminario e la formazione filosofica e teologica. Aveva poi conseguito alla Pontificia Università Lateranense la laurea in
Teologia Dogmatica e il diploma in Teologia Pastorale.
Il suo ministero era iniziato proprio a Sant’Angelo, per poi proseguire nella parrocchia di San Sisto. Nel 1971 era tornato a Sant’Angelo come parroco, incarico mantenuto per oltre mezzo secolo, fino alle dimissioni presentate nel 2022 per raggiunti limiti di età. Anche dopo, aveva continuato a prestare servizio nella stessa comunità come vicario parrocchiale.
Nel corso degli anni aveva ricoperto numerosi incarichi nella diocesi e nell’associazionismo cattolico: vicecancelliere vescovile, vicario foraneo della Forania di Viterbo, direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale familiare, cancelliere vescovile e, dal 2023, vice cancelliere. Era stato inoltre assistente
spirituale delle Acli e di diverse realtà associative, tra cui l’UCID.
Fino a pochi giorni prima della morte era ancora presente in Curia, dove continuava a svolgere il proprio servizio con la consueta puntualità e discrezione.
Don Ivo era morto nella notte dopo essere stato ricoverato al Pronto Soccorso dell’ospedale Santa Rosa a seguito di un improvviso malore. Aveva compiuto 87 anni appena una settimana prima.
A ricordarlo durante la celebrazione è stato anche il vescovo emerito Lino Fumagalli, che ha scelto di trasformare il dolore per la perdita in un sentimento di gratitudine: non tanto chiedersi perché don Ivo fosse stato chiamato a lasciare questa vita, quanto ringraziare per il dono della sua presenza.
Rivolgendosi poi agli altri sacerdoti, Fumagalli ha richiamato il valore dell’unità, ricordando come don Ivo avesse saputo essere un punto di riferimento per il presbiterio e per la comunità. Un sacerdote che per più di cinquant’anni aveva accolto, ascoltato e accompagnato generazioni di fedeli.
Particolarmente forte è stato il riferimento alla sua attenzione verso i poveri, che considerava una parte fondamentale del proprio ministero. Fumagalli ha ricordato anche alcuni episodi che restituiscono l’immagine di un sacerdote sempre disponibile verso chi bussava alla sua porta, indipendentemente dalle circostanze.
Tra le comunità che hanno voluto rendergli omaggio anche quella Neocatecumenale, composta da oltre 160 persone, che don Ivo aveva accolto e accompagnato per molti anni con grande dedizione.
A piangerlo sono stati anche i nipoti, ai quali era profondamente legato, insieme ai tantissimi parrocchiani e viterbesi che nel corso della sua lunga vita sacerdotale avevano trovato in lui una parola, un ascolto, una presenza amica.
Al termine della celebrazione sono stati letti un messaggio da parte di un nipote e un ricordo affidato a un rappresentante del Cammino Neocatecumenale.
La sua figura resta legata anche alla grande passione per la montagna, che don Ivo amava profondamente. Una passione che, nel momento dell’addio, è diventata anche il simbolo con cui affidarlo alla Madonna.
Così, tra canti, preghiere e commozione, Viterbo ha salutato un sacerdote che per oltre sessant’anni ha camminato accanto alla sua comunità. Un uomo mite, riservato e profondamente umano, capace di lasciare un segno senza mai cercare di imporsi.
Un solco silenzioso ma profondo, quello di don Ivo, che continuerà a vivere nel ricordo di quanti lo hanno incontrato e amato.
Foto e video di MARIELLA ZADRO











