di MARIELLA ZADRO –
VITERBO – Proseguono gli incontri-dibattito sul delicato tema delle donne vittime di tratta e dei percorsi di sostegno e integrazione reso possibile grazie alla collaborazione del Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione di Sapienza Università di Roma con istituzioni e organizzazioni esperte in materia e alla sinergia già attiva nella comunità locale tra la rete delle Acli Provinciali di Viterbo, la scuola, le Parrocchie, Associazioni e Istituzioni.
Il gruppo di lavoro, composto da Ankica Kosic, Elena Bocci e Paola Passafaro, ha presentato il progetto “Mai più schiave, ma libere nel cuore” lunedì 11 marzo presso la sala conferenze dell’Istituto Tecnico Tecnologico Statale ITT “Leonardo da Vinci” di Viterbo ad una ricca platea di alunni e docenti.
All’interno dei locali della scuola è stata allestita la mostra “Oltre la violenza e verso il futuro” e rimarrà esposta per una settimana a disposizione degli alunni e delle famiglie che vorranno prenderne visione.
L’evento è stato aperto con i saluti istituzionali del DS Luca Damiani, di Renzo Salvatori (Vice Presidente Vicario delle Acli Provinciali di Viterbo), di Stefano Menghini (vice presidente del Circolo Acli di Viterbo Stelio Murri), di Fabio Malerba, di Emanuele Vaccaro e di Pierluigi Catarciofi.
Un particolare ringraziamento è arrivato da Silvia Somigli, Segretario generale della Uil Scuola di Viterbo. “Per noi sindacato UIL è sempre un piacere partecipare a momenti di aggregazione come questo. Un ringraziamento ai relatori. In particolare ringrazio i docenti che, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, hanno coinvolto i ragazzi per parlare di “rispetto”: rispetto per la persona, rispetto per la diversità e la fragilità”.
L’evento è stato suddiviso in due sessioni.
La prima sessione si è aperta con la relazione della prof.ssa Ankica Kosic che ha illustrato nei dettagli il progetto.
“Che cosa s’intende per la tratta degli esseri umani? Questa la domanda che il gruppo di lavoro si è posta cercando una risposta. C’è solo un unico scopo: lo sfruttamento, nelle varie forme. La donna è in una posizione di vulnerabilità, la situazione in cui la persona non ha altra scelta se non cedere all’abuso di cui è vittima. Per “traffico” si intende il procurare l’ingresso illegale di una persona in uno Stato di cui la persona non è cittadina o residente permanente. Tutto ciò determina l’accordo tra il migrante ed il trafficante che si quantifica nel pagamento di una tariffa in cambio di un servizio specifico”.
Per esplicitare l’argomento, sono stati proiettati degli estratti dello spettacolo “Medea per strada” realizzato dal Teatro dei Borgia e del documentario “ Not my talent” sulle radici del fenomeno di tratta di Francesca Commissari.
A conclusione della prima sessione, Elena Bocci ha invitato gli studenti a prendere visione della mostra esposta nell’atrio della scuola, suggerendo loro di soffermarsi non solo sui dati quantitativi che vengono illustrati ma anche sulle storie di vita, sogni e valori delle donne intervistate. Ha concluso, rivolgendosi ai giovani: “se non c’è mercato, non c’è tratta”!
Nella seconda sessione dei lavori hanno preso la parola Paola Conti, Pubblico Ministero del Tribunale di Viterbo e la referente dell’Associazione Erinna Valentina Bruno con un interessante focus sulle problematiche oggetto del seminario dalle prospettive dei loro specifici ambiti di competenza.
L’evento ha contribuito a ricostruire un quadro articolato del fenomeno criminale della tratta delle nuove schiave e dei relativi percorsi di sostegno e integrazione attraverso un approccio quantitativo e qualitativo, multi-disciplinare e inter istituzionale.



















