Mammagialla, Fns Cisl Lazio: “Crescono le aggressioni agli agenti della polizia penitenziaria”

VITERBO – Rieviamo da Massimo Costantino (Fns Cisl Lazio) e pubblichiamo: “Siamo molto preoccupati per questa escalation di aggressioni agli agenti di polizia penitenziaria nella struttura di Viterbo, ultima avvenuta ieri pomeriggio  dove un detenuto italiano ha sequestrato un agente, messo in salvo da altre unità di Polizia Penitenziaria. Sempre ieri  nella serata  un altro detenuto ha tentato di suicidarsi -impiccandosi-   per fortuna il tutto è stato sventato sempre dal personale di polizia penitenziaria  intervenuta tempestivamente.

Da tempo si parla di questi episodi, di come sono in aumento, in tutta Italia,  ma nessuno delle istituzioni competenti ha finora adottato provvedimenti adeguati a tutelare la salute dei lavoratori.
Alla base molto spesso c’è il disagio di un detenuto che ha problemi di natura psichica, parliamo di malattie psichiatriche diagnosticate, che richiederebbero la detenzione presso le Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza, che hanno sostituito gli ospedali psichiatrici giudiziari, con personale sanitario adeguato ma che vengono lasciati nelle carceri ordinarie per via della mancanza di posto proprio nelle REMS. Il personale delle nostre carceri non può gestire questi detenuti che richiedono un’attenzione e una specializzazione diversa.
Occorre più assitenza medica nelle carceri, quella attuale non basta, l’ assistenza deve h.24 , anche, con medici specialistici.
C’è poi un problema grave di carenza di personale e di spazi al quale non si è mai data una soluzione e ora siamo giunti quasi al collasso. Servono interventi straordinari per potenziare le scarse dotazioni organiche di personale, per fronteggiare il sovraffollamento e tutelare la sicurezza dei nostri agenti,serve un intervento immediato.
In tutta la regione Lazio mancano  500 agenti, siamo sotto organico, ed è cambiata nel frattempo l’impostazione di gestione del detenuto con la cosiddetta vigilanza dinamica dei reparti che restano aperti. Nelle strutture però non c’è personale sufficiente e questo aggrava la condizione di sicurezza dei nostri lavoratori, che spesso si trovano a svolgere turni fino a 12 ore con conseguenze pesanti come il burn out oltre a un continuo stress psicofisico, si faccia subito qualcosa. Nel piano di incremento Viterbo ha avuotun incremento di 7 unità, ma ciò non basta visto che la carenza è di  60 unità.

 

Oggi stesso è stato chiesto alla Ministra Cartabia di voler verificare ogni utile iniziativa, tramite il previsto coinvolgimento nel confronto delle OO.SS. del Personale, veda avviare i necessari lavori per determinare come e dove assegnare le ulteriori n.663 unità alla precedente previsione di Organici di Sede del Decreto Ministeriale del 2 ottobre 2017.
Alle 393 unità di differenza previste dall’ultimo provvedimento ed il decreto 2/10/2017 serve ulteriormente aggiungere la previsione di n. 270 unità – sempre del Ruolo Agenti e Assistenti – previste dalla Legge 29 giugno 2022 n. 79 delle misure urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”.
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