Mancata elezione, Antonella Bruni si ribella e invoca la “Carta di Pisa”

di MARIA ANTONIETTA GERMANO –

VITERBO – Il primo Consiglio comunale del nuovo governo Arena, con ben 9 assessori, è andato in porto martedì 17 luglio, con distinguo e richiesta di incompatibilità per il consigliere Muroni (leggi qui) ma non solo. Impazza la contestazione politica per la decisione del Sindaco Giovanni Arena di accogliere sullo scranno di Palazzo dei Priori Alessia Mancini, fedelissima della civica FondAzione non candidata alle elezioni comunali e compagna di Gianmaria Santucci.

Nulla da dire sulla persona di Alessia Mancini, conosciuta imprenditrice, ma ora anche assessore allo Sviluppo Economico, Attività Produttive e Col, Servizi Demografici, Contenzioso del Comune di Viterbo. C’è, invece, molto da contestare sul modus operandi della destra unita, che per far quadrare i conti si dimentica della “Carta di  Pisa-Avviso Pubblico”, deliberata dalla precedente Giunta Michelini (15 ottobre 2015) e tuttora vigente.

Che cosa è la Carta di Pisa? La Carta di Pisa è il codice etico predisposto da Avviso Pubblico e destinato agli enti e agli amministratori locali che intendono rafforzare la trasparenza e la legalità nella pubblica amministrazione. Composta da 23 articoli, la Carta indica concretamente come un buon amministratore può declinare nella quotidianità i principi di trasparenza, imparzialità, disciplina e onore previsti dagli articoli 54 e 97 della Costituzione. Contrasto al conflitto di interessi, al clientelismo, alle pressioni indebite, trasparenza degli interessi finanziari e del finanziamento dell’attività politica, scelte pubbliche e meritocratiche per le nomine interne ed esterne alle amministrazioni, piena collaborazione con l’autorità giudiziaria in caso di indagini e obbligo a rinunciare alla prescrizione ovvero obbligo di dimissioni in caso di rinvio a giudizio per gravi reati (es. mafia e corruzione).

Raffaello Fedrighi e Antonella Bruni (foto MAG)

Detto questo, ecco che torna in ballo il nome di Alessia Mancini evocato da Antonella Bruni, prima candidata non eletta con FondAzione di Gianmaria Santucci (voto del 10 giugno) che contesta la nomina, a suo dire:”fatta in modo anomalo senza nessun accordo con la base elettorale” e per questo si rifà alla “Carta di Pisa” e invoca le dimissioni spontanee di Alessia Mancini. Su questa intrigata vicenda pare si siano aggiunti dei commenti personali e privati su WhatsApp mandati in maniera impropria alle stampe. Apriti cielo. Simpatizzanti, ma non in lista elettorale, che si dissociano, altri che vietano di pubblicare il loro nome, giornali che fanno il loro mestiere e informano, tutto condito da una velata minaccia di diffamazione.

Per far chiarezza sull’intrigo viterbese questa mattina Antonella Bruni, referente locale del Movimento animalista e candidata prima con Sergio Pirozzi al Consiglio della Regione Lazio (non eletta) e poi con FondAzione di Gianmaria Santucci, ha indetto una conferenza stampa presso il Caffè Grandori (piazza della Rocca) dove ha espresso tutte le sue perplessità sull’operato politico del movimento civico FondAzione appoggiato da tutta la destra.

A dare man forte alle sue tesi è intervenuto Raffaello Fedrighi che punta il dito sulla questione etica e politica di questa Amministrazione e si augura un lieto fine con la sostituzione di Alessia Mancini, che non ci pensa proprio a lasciare la sedia dorata.

 

 

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