Manutenzione dearsenificatori, Non ce la beviamo: “E’ un problema sanitario”

VITERBO- Riceviamo e pubblichiamo: “Apprendiamo dagli organi di stampa che i fondi destinati alla manutenzione dei dearsenificatori rischiano di andare perduti se i Comuni che gestiscono in proprio il servizio idrico non entreranno a far parte della Società Talete Spa.
Questi fondi sono stati stanziati per sanare il contenzioso relativo all’infrazione imposta all’Italia dall’Unione Europea per il mancato rispetto della direttiva sull’acqua potabile nella provincia di Viterbo, dove i livelli di arsenico superano i valori parametrici stabiliti dalla normativa vigente.
Si tratta di un problema sanitario, l’arsenico danneggia la salute umana, in particolare , dice la Commissione, quella dei bambini.
Porre, quindi, vincoli e limiti ad una misura di salvaguardia della salute umana risulta, a nostro parere, illegittimo.
La vicenda dell’ingresso dei Comuni nella società non ha niente a che vedere con la tutela della salute dei cittadini.
Non si possono subordinare questioni sanitarie a vicende di carattere organizzativo e gestionale. Sono due cose nettamente distinte che hanno strade separate.
La provincia di Viterbo si trova in uno stato di emergenza sanitaria dovuta ad inquinanti nelle acque nocivi alla salute umana , tanto che la Commissione Europea, dopo aver concesso molteplici deroghe per porre rimedio alla situazione, ha denunciato l’Italia alla Corte di Giustizia Europea.
Si tratta, pertanto, di un problema di inquinamento ambientale con conseguenze sulla salute dei cittadini , le Istituzioni italiane a vari livelli sono tenute a farsene carico attraverso la fiscalità generale , senza scaricare costi e responsabilità sulle comunità locali.
Ricordiamo che questi Comuni sono già stati discriminati quando per alcuni anni la Regione finanziò le spese di manutenzione dei dearsenificatori agli Enti che erano già in carico a Talete Spa.
La Regione non può continuare ad utilizzare questi fondi quale leva per esercitare pressione sull’annosa questione dell’ ingresso dei Comuni in Talete spa , perdendo ulteriornente tempo prezioso. E’ ora di agire immediatamente.
Inoltre, ci teniamo a denunciare il processo di privatizzazione in atto della Talete S.p.A. mediante la cessione del 40% delle quote di Talete S.p.A.. Siamo convinti che l’ingresso di un partner privato non modificherà minimamente l’andamento tenuto finora, anzi tenderà ad esasperarlo anche in relazione alle iniziative da intraprendere per la soluzione del problema derivante dalla presenza di arsenico nelle acque per uso umano.
In qualità di Comitati portatori di interesse dei cittadini chiediamo, pertanto alla Regione Lazio di mettere a disposizione i fondi necessari ai Comuni o di provvedere direttamente alla dearsenificazione delle acque di questo territorio.
Continuare a rinviare il problema implica responsabilità precise che di sicuro non possono essere attribuite ai soli Sindaci dei Comuni colpiti.
Chiediamo infine un incontro con i consiglieri regionali competenti al fine di poter sottoporre le nostre riflessioni”.
Coord.to Prov.le Comitati Acqua Pubblica
NON CE LA BEVIAMO
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

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