Il critico che appoggia il critico. Pochi giorni fa Mauro Di Ruvo ha scritto sul social di Musk rivolgendo una aspra critica alla posizione che sta attualmente mantenendo il Ministero della Cultura verso la direzione della Biennale di Venezia.
“In pieno periodo in cui si rivendica non solo la libertà di stampa ma anche la libertà della cultura, cercare di porre freni o arginare le decisioni delle Istituzioni che meglio sanno in Italia rappresentarla, la cultura, equivale ancora una volta al ledere l’autonomia e il modello delle nostre istituzioni e ridurle a sostanziali portavoce delle scelte governative”.
La lettera redatta dagli ispettori emissari del Ministero sarebbe per il critico una mossa “anti-istituzionale” che trova il cavillo etico del mancato invito formale alla Russia per il padiglione che comunque resterà chiuso, come occasione di silenziare eventuali opinioni discordanti della direzione veneziana da quelle del Ministro Giuli.
Di Ruvo ha appoggiato dunque il commento di Vittorio Sgarbi che si è detto favorevole alle parole del direttore Pietrangelo Buttafuoco: “Credo che la posizione del Governo sulla partecipazione della Russia alla Biennale di Venezia sia sbagliata. Bene ha fatto Buttafuoco a salvaguardare la libertà dell’istituzione che presiede” .
L’autore del nuovo libro sull’Orlando Furioso ha replicato e ribadito pochi giorni dopo: “L’accusa del mancato “invito formale” verso la Russia è l’ennesimo tentativo di controllo anti-istituzionale del Ministero della Cultura verso la Biennale. Buttafuoco ritenga care le sue buone decisioni. Condivido con Vittorio (Sgarbi)” .
“In pieno periodo in cui si rivendica non solo la libertà di stampa ma anche la libertà della cultura, cercare di porre freni o arginare le decisioni delle Istituzioni che meglio sanno in Italia rappresentarla, la cultura, equivale ancora una volta al ledere l’autonomia e il modello delle nostre istituzioni e ridurle a sostanziali portavoce delle scelte governative”.








