Mercato libero dell’energia: nella Tuscia oltre il 27% delle aziende ha effettuato il passaggio

Il mercato libero dell’energia continua a essere un discorso estremamente vivo in questi mesi, dato che oramai si sa che diventerà ufficialmente l’unica opzione disponibile per i cittadini e le aziende italiane. Nonostante l’obbligo di aderirvi sia stato rimandato a luglio 2020, in concomitanza con la chiusura del mercato tutelato, sono già in molti ad aver scelto di effettuare questo passaggio prima della deadline prevista. Viterbo, da questo punto di vista, si distingue per il numero di aziende che hanno già effettuato questo step, senza attendere dunque la data di scadenza. Vediamo di scoprire quali sono attualmente i dati più importanti sul rapporto fra aziende, famiglie e mercato libero.

Il mercato libero piace alle aziende della Tuscia

Le aziende della Tuscia pare apprezzino molto le opportunità concesse dal libero mercato dell’energia, al punto da avervi aderito quasi in massa. Lo provano i dati dell’Osservatorio Statistico, secondo i quali il 72% delle aziende del viterbese ha scelto di passare sin da subito al mercato libero abbandonando quindi quello a maggior tutela. Anche i fattori che si son rivelati decisivi ai fini della scelta rivelano poi dati molto interessanti. Nella maggior parte dei casi, le preferenze si sono concentrate verso il prezzo indicizzato (45%) rispetto al prezzo fisso, che non supera invece la soglia del 39%. Per quanto concerne gli orari, invece, le aziende hanno optato soprattutto per le tariffe multi-orario (61%), mentre per la durata del contratto la più gettonata è quella annuale, con i contratti biennali secondi in classifica.

Mercato libero in Italia: meno bene le famiglie tricolori

Se da un lato le aziende della Tuscia si dimostrano virtuose in termini di passaggio al libero mercato, dall’altro lato questo discorso non può essere sfortunatamente applicato anche alle famiglie italiane. Se andiamo a vedere quelle che sono state le scelte dei nuclei familiari, infatti, scopriamo percentuali e dati più bassi. Per quanto tuttavia i dati non siano paragonabili a quelli delle aziende del nostro territorio, è comunque necessario sottolineare che la situazione si sta evolvendo anche lato privati: continua a crescere infatti il numero di italiani che sta effettuando il passaggio e che cerca tariffe adeguate per energia elettrica e gas anche da nuovi fornitori, soprattutto attraverso il web. Il rapporto stilato da Arera infatti parla chiaro, indicando come siano stato ben il 46% delle famiglie italiane ad appoggiarsi al mercato libero nel 2018, famiglie che, come accennato poco sopra, pare si siano informate soprattutto attraverso il web, visto come sinonimo di concorrenza e possibilità di risparmio. Infine, è interessante notare come il mercato del gas in particolar modo dimostra una maggiore vivacità, con un tasso di crescita annuo che si stabilisce intorno al +5%.

In conclusione, bene le aziende in Tuscia, meno bene le famiglie, che comunque crescono di mese in mese.

I.P.

 

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