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Militari e previdenza, a Roma il convegno nazionale sul futuro pensionistico del personale in divisa

L’appuntamento è in programma martedì 6 ottobre al Circolo Ufficiali dell’Esercito “Pio IX”. Al centro del confronto gli effetti della riforma previdenziale, il sistema contributivo, le tutele per i giovani militari e la valorizzazione del servizio operativo

ROMA – Il futuro previdenziale del personale militare al centro di un confronto nazionale che punta ad approfondire criticità, prospettive e possibili strumenti di tutela per chi opera quotidianamente nel comparto Difesa e Sicurezza.

Martedì 6 ottobre 2026, a partire dalle 9.30, il Circolo Ufficiali dell’Esercito “Pio IX”, in viale Castro Pretorio 95 a Roma, ospiterà il convegno nazionale dal titolo “Militari e previdenza: il rischio di una nuova emergenza sociale – Previdenza, dignità e futuro del personale in divisa”.

L’iniziativa, promossa da USMIA Interforze, vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali ed esperti in materia previdenziale e di sicurezza. Dalla locandina dell’evento emerge l’intenzione di accendere i riflettori sulle conseguenze che l’evoluzione del sistema pensionistico italiano potrebbe avere, nel medio e lungo periodo, sul personale delle Forze armate.

Uno dei temi principali sarà l’impatto prodotto dalle riforme pensionistiche introdotte a partire dal 1996, con particolare riferimento al progressivo passaggio al sistema contributivo.

Il confronto riguarderà le conseguenze che tale modello può determinare sull’importo delle future pensioni e sulla capacità degli assegni previdenziali di mantenere nel tempo un adeguato potere d’acquisto.

Una questione che assume caratteristiche particolari nel mondo militare, dove la carriera professionale presenta esigenze e condizioni differenti rispetto a numerosi altri comparti del pubblico impiego.

Tra gli argomenti indicati dagli organizzatori figura il rischio che le future pensioni del personale militare possano risultare insufficienti rispetto alle esigenze economiche maturate al termine della carriera.

Particolare attenzione sarà quindi dedicata ai giovani militari, destinati a trascorrere gran parte della propria vita lavorativa all’interno del sistema contributivo.

Il convegno si propone di analizzare strumenti e correttivi in grado di garantire maggiore sicurezza economica al personale in servizio, evitando che al termine di una lunga carriera nelle Forze armate possano verificarsi situazioni di fragilità previdenziale.

Nel corso dell’incontro verrà affrontata anche l’ipotesi di una previdenza specificamente calibrata sulle caratteristiche del comparto Difesa e Sicurezza.

La questione parte dalla peculiarità dell’attività militare, caratterizzata da obblighi, disponibilità operative, mobilità e responsabilità che distinguono il servizio in divisa da altre professioni.

Il dibattito riguarderà quindi la possibilità di individuare strumenti previdenziali capaci di riconoscere queste specificità e di garantire un trattamento economico considerato adeguato al termine della vita lavorativa.

Un altro capitolo riguarderà le tutele economiche per graduati e personale più giovane.

Gli organizzatori intendono porre l’attenzione sulle fasce che rischiano di essere maggiormente esposte agli effetti delle trasformazioni del sistema pensionistico e sulla necessità di costruire forme di protezione che accompagnino il militare durante l’intera carriera.

Tra i macrotemi annunciati compare anche il rapporto tra previdenza e progressione professionale, con l’obiettivo di comprendere come garantire maggiore stabilità economica alle nuove generazioni delle Forze armate.

Il convegno affronterà infine il tema della sicurezza sociale e della valorizzazione del servizio operativo, altro elemento centrale per un comparto nel quale il personale può essere chiamato a svolgere attività particolarmente impegnative sotto il profilo fisico, organizzativo e delle responsabilità.

Il messaggio che accompagna l’iniziativa richiama proprio il ruolo svolto quotidianamente dai militari per la sicurezza del Paese e la conseguente necessità, secondo gli organizzatori, di assicurare loro prospettive previdenziali adeguate.

L’appuntamento romano vuole dunque rappresentare un momento di approfondimento sul futuro del sistema previdenziale militare, mettendo intorno allo stesso tavolo rappresentanti delle istituzioni ed esperti dei settori della previdenza e della sicurezza.

Un confronto che parte dai cambiamenti avvenuti negli ultimi trent’anni per interrogarsi soprattutto su ciò che attende le nuove generazioni del personale in divisa.

La prospettiva indicata dagli organizzatori è quella di affrontare il tema non soltanto sotto il profilo economico, ma anche come questione di giustizia sociale, dignità professionale e sicurezza nazionale, cercando soluzioni capaci di coniugare sostenibilità del sistema pensionistico e riconoscimento delle peculiarità del servizio militare.

All’iniziativa hanno confermato la presenza esponenti politici e istituzionali, tra cui Paolo Zangrillo, Maurizio Gasparri, Giampiero Cannella, Stefano Graziano, Manfredi Potenti, Andrea De Maria e Davide Faraone.

Al centro del confronto, una questione destinata a incidere sul futuro di migliaia di uomini e donne in divisa: gli effetti del sistema contributivo sulle pensioni dei militari, la previdenza dedicata, le tutele per le nuove generazioni e il riconoscimento della specificità del servizio militare.

Il convegno si svolge in una fase particolarmente significativa, con l’avvio del confronto istituzionale sulla previdenza dedicata al personale del Comparto Difesa e Sicurezza.