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Montefiascone, altre riflessioni sul voto delle europee di domenica scorsa

di PIETRO BIGLIOZZI –

MONTEFIASCONE ( Viterbo) – Nei discorsi d’intrattenimento domenicale e non, sulla pubblica piazza, come usanza vuole, si parla ancora del risultato elettorale dell’ultima tornata europea.

Le motivazioni di tanto interesse politico sta nella realtà, anche se le similitudini tra le varie tornate elettorali, non sempre sono veritiere, ma comunque rimangono indicative, per i parametri con i quali si verificano, che in Montefiascone vi è stata una netta affermazione della Destra con il crollo della sinistra; 43,93 % di Fratelli d’Italia contro il 17,75 % del Partito Democratico, perni delle due opposte coalizioni nelle comunali scorse.

Il dato che sconvolge la politica locale è il crollo del PD, con la sindaca Giulia De Santis, che governa Montefiascone e che, proprio come Amministrazione, ritengono i ben pensanti, sarebbe dovuto rimanere al primo posto della classifica, con un ampio consenso di voti, invece risulta una forza sonoramente sconfitta. Non parliamo poi del Movimento Cinque Stelle che si è ridotto al lumicino. Tra le tante motivazioni del dissenso emerge il pieno disappunto dei cittadini di Montefiascone che non condividono affatto quanto sta facendo l’Amministrazione, se qualcosa sta facendo, e questo sentore, ad onore del vero, si percepisce in città da una decina di mesi a questa parte.

Riflettendo sul voto matematico e sulle proiezioni che ne conseguono, si deduce  che non soltanto i cittadini di destra e moderati non hanno votato lo staff PD che governa la città, ma anche una parte degli stessi militanti nel medesimo partito, hanno votato diversamente assumendo un comportamento imprevisto.

La forza Montefiascone Merita, in questa  tornata europea, ha perduto ben due terzi dei voti; l’alleato Cinque Stelle, che in Montefiascone Merita esprime la vice sindaca Rosita Cicoria, con i 150 voti, è al lumicino; Montefiascone Rinasce, altra componente della maggioranza, più o meno è rimasta sulle stesse percentuali anche se, anch’essa ha subito un piccolo ridimensionamento ed i cittadini rimangono in attesa delle decisioni finali e che cosa intende fare questo gruppo che, se, da un parte si dice fuori dalla coalizione di maggioranza ove è stato eletto e della quale fa parte, dall’altra non dice da che parte sia o voglia andare, persistendo nell’incomprensibile limbo politico. Un’ultima riflessione focalizza che non soltanto l’Amministrazione non ha ricevuto il supporto dei cittadini, ma neanche la direzione del partito ha avuto il dovuto seguito, tenendo conto che era scesa tutta compatta in campagna elettorale.