Carrozzeria Fiorillo


Montefiascone ha radunato i tedofori

di PIETRO BRIGLIOZZI-

MONTEFIASCONE (Viterbo)- Le autorità amministrative della città di Montefiascone, nel tardo pomeriggio di venerdì, 12 dicembre, hanno radunato i tedofori che hanno resa celebre la cittadina. La sig. Monica Saraca, nata a Roma, residente in Montefiascone che ha portato la fiamma, per i duecento metri stabiliti per ogni tedoforo, nel quartiere EUR in Roma; David Guerrini, nato a Terni, residente in Montefiascone, che ha portato la fiamma entro Villa Adriana in Tivoli; quindi il giovane ventinovenne, Matteo Ferri, nipote di Luigi Ferri della conosciutissima famiglia montefiasconese sotto lo pseudonimo di Baiocchella, che ha portato la fiaccola lungo le antiche e storiche mura di Rieti. Un particolare elogio e vivaci apprezzamenti sono stati rivolti al trentaduenne, Francesco Maria Trotta, di Civitavecchia il quale, nonostante l’essere disabile, aiutato dal padre con uno speciale permesso, ha portato la Fiaccola, nella terza frazione della città di Montefiascone, precisamente tra l’incrocio della Cassia con la strada che porta a P.zza del Mercato fino dinanzi alla farmacia Bracuti.
Alla tedofora Saraca, ai tedofori Guerrini e Ferri, abbiamo rivolto questa domanda:
Le vostre emozioni quando vi hanno comunicato che eravate stati inclusi nel portare la Fiamma Olimpica? Unica la risposta: grande stupore iniziale, al limite dell’incredulità, grande commozione nell’accettare l’invito. Il tutto però accompagnato da una certa fierezza nella consapevolezza che saremmo entrati nella storia dei tragitti della Fiamma Olimpica.
Sig.ra Saraca, sig. Guerrini e Ferri! Le vostre emozioni nel momento del trasporto della Fiamma.
Emozioni indescrivibili, hanno risposto in coro. Attraversare strade, vie con quella torcia in mano, quella Fiamma che spiccava ovunque e la gente ai bordi della strada che ci accoglieva, ci condivideva, ci dava un tripudio di onore. Quella gente non ci conosceva ed allora, divenivamo consapevoli che quei più svariati modi di esprimersi erano si per noi, ma noi li dirottavamo subito alla Fiamma che portavamo e che in quel momento noi eravamo mezzi, davamo i nostri piedi alla Fiamma e la vera festeggiata era Lei. La Fiamma. Emozioni e sensazioni che comunque appartengono all’indescrivibile e che mai dimenticheremo nella nostra vita futura.
Al tedoforo diversamente abile, Francesco Maria Trotta di Civitavecchia, abbiamo chiesto le sue emozioni e contemporaneamente lo sforzo, che nonostante la disabilità ha fatto. Il padre, Sig. Michele, ci ha fatto da interprete, visto che lui non riesce ad esprimere a parole.
Mentre cercavamo di parlare con Francesco, ai suoi gesti di risposta, il padre Michele diceva; è stato molto contento di fare questa esperienza. Dopo questo evento Francesco si è trasformato, è rinato. Per lui ogni volta che si dice Fiamma, egli comprende, esulta, gioisce, si sente vivo. Per lui questa esperienza è una scintilla per vivere non più passivamente come prima, ma con vivacità e consapevolezza di essere sì diverso dagli altri per la malattia, ma si sente uguale perché ha portato la Fiamma come tutti gli altri. Quasi esce dalla malattia, la supera, la misconosce, reagisce maggiormente agli stimoli, vive più gioiosamente e si sente uguale altri. Mentre il padre sig. Michele spiega, lo seguo e lui ci ascolta e approva muovendo la testa. Un momento di profonda commozione anche per me. Non mi era mai capitato d’intervistare una persona come questa.
All’incontro era presente la vice sindaca Rosita Cicoria, anch’essa rimasta colpita dalla situazione ed infine ha detto che Montefiascone deve essere fiera di aver avuto questo tedoforo per le sue vie. Forse in tutta la manifestazione è stata la realtà più bella che fa, ancora una volta, grande la nostra città.

Archivio online Tuscia Times
LEGGI TUTTE LE NOTIZIE