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Montefiascone, iniziati i lavori sulla Umbro Casentinese

di PIETRO BRIGLIOZZI –

MONTEFIASCONE ( Viterbo) – Nella mattinata di questo mercoledì, 22 ottobre, la ditta Chiavarino, che nei giorni scorsi aveva realizzato il primo tratto della provinciale Fastellese, ha iniziato i lavori per il rifacimento dell’intero fondo stradale dell’interregionale Umbro Casentinese. Il tratto interessato consta di circa un chilometro e va dal dipartirsi dalla statale Cassia, nel Bivio Pieretti, fino all’origine della via Cipollone. I costi di questo lavoro fanno parte di quel  pacchetto dell’Amministrazione Provinciale che prevedeva la realizzazione di tutti e due i lavori; ecco la motivazione che ad eseguirli è la stessa ditta.

Questa mattina la ditta ha dato il via alla prima fase che consiste nella scarificazione del fondo stradale per passare domani, tempo permettendo, alla seconda fase che consiste nella stesura del nuovo manto bituminoso.

Il lavoro di oggi è molto importante sia sotto il profilo tecnico che economico senza tralasciare quello ecologico.

La scarificatura infatti è di vari tipi e consiste, con particolari macchinari, alla rimozione del vecchio manto stradale con il fine del livellamento del fondo, rimovendo piccole protuberanze e buche; alla rimozione delle parti mobili della vecchia bitumatura sconnessa; favorire la maggiore adesione possibile del nuovo manto bituminoso al fondo sottostante durante la sua stesura; avere una maggiore durata nel tempo. Caratteristiche fondamentali per la realizzazione di un buon lavoro.

Non va poi dimenticato l’aspetto ecologico che sta dietro questa prima fase di  lavoro, in quanto, la vecchia asfaltatura che viene rimossa non va in discarica, ma viene portata nell’apposito cantiere e riciclata per fare il nuovo conglomerato bituminoso. Di conseguenza si ha anche un certo risparmio economico, sia in fase di smaltimento che in fase di produzione del nuovo. Per quanto riguarda lo smaltimento è bene sapere che la consegna in discarica del conglomerato rimosso, costa,  di media, intorno ai sessanta euro alla tonnellata. In fase di produzione al posto del riciclato andrebbe materiale nuovo, con maggior consumo di materie prime provenienti dai punti d’estrazione, con un conseguente maggior costo.

                                                                    

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