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Montefiascone, la quercia caduta insegna

di PIETRO BRIGLIOZZI –

MONTEFIASCONE ( Viterbo) – Dov’era l’ombra or se la quercia spande. Il negativo evento della caduta della quercia secolare, nata e cresciuta per qualche centinaio di anni a pochi metri dalla chiesetta dedicata alla Madonna con il titola Madonna della Valle (Perlata), a distanza di qualche giorno, è ancora presente nei discorsi quotidiani dei cittadini di Montefiascone che esprimono il loro totale disappunto e tutto il loro sconcerto.

Innanzitutto, qualora ci fosse stata qualche persona sarebbe stata una tragedia, tenendo conto che nelle immediate vicinanze c’è un vigneto ed in questi giorni si raccoglie l’uva.

Parimenti va considerato che spesso ci sono persone che vanno lì per pregare  o per godersi un po’ di refrigerio, respirando aria salubre. In un contesto di oggettiva riflessione il fatto, di per se, rimane molto grave, spinge a tante riflessioni e sprona a prendere i dovuti provvedimenti nei confronti della natura, nel senso che, qualora si vuole essere veri ecologisti e veri curatori della medesima, è necessario usare anche la sega ed altri strumenti per la potatura e, nei casi più gravi, non indugiare al taglio definivo delle piante che non garantiscono più la piena sicurezza nello stare sotto la loro chioma.

Se la quercia caduta fosse stata più curata, forse non sarebbe caduta né avrebbe distrutto la chiesetta che ormai è in uno stato di difficile recuperabilità. Così se ne va un altro pezzo di storia di Montefiascone.

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