MONTEFIASCONE ( Viterbo) – Riceviamo e pubblichiamo: “Un giovane ragazzo trans, che lo scorso maggio ha ottenuto presso il Tribunale di Viterbo la rettifica anagrafica, a distanza di oltre cinque mesi non ha ancora ricevuto i documenti ufficiali aggiornati.
Questo ritardo burocratico ha prodotto conseguenze gravi e concrete. In occasione della partecipazione a un concorso letterario, infatti, il ragazzo si è visto costretto a una preselezione preliminare soltanto perché il suo codice fiscale non risultava ancora allineato al nuovo genere riconosciuto. Gli organizzatori, pretendendo l’utilizzo del vecchio codice fiscale e del vecchio nome, hanno di fatto violato la sua dignità personale e la sua identità di genere.
Tale situazione configura un atto discriminatorio. La giurisprudenza italiana, in linea con la *Legge 164/1982* e le successive pronunce della *Corte di Cassazione* e della *Corte Costituzionale*, stabilisce che l’identità di genere debba essere rispettata come diritto fondamentale della persona, anche in assenza del documento aggiornato. Il rispetto dell’identità dichiarata non è soltanto una questione amministrativa, ma un principio di civiltà e di uguaglianza riconosciuto a livello nazionale ed europeo.
Il caso in oggetto mette in evidenza due aspetti critici:
1. *I tempi troppo lunghi della burocrazia* – Cinque mesi senza documenti dopo una sentenza di rettifica rappresentano una lesione dei diritti di cittadinanza.
2. *Le conseguenze sociali dei ritardi* – L’assenza di documenti aggiornati apre la strada a esclusioni, preselezioni arbitrarie e trattamenti non rispettosi nei confronti delle persone trans.
Come associazione, riteniamo fondamentale ribadire che le persone trans hanno diritto e dovere di essere riconosciute nel genere in cui si identificano. Non è accettabile che i ritardi degli uffici giudiziari o amministrativi si traducano in discriminazioni nella vita quotidiana.
Per questo motivo chiediamo:
* al Tribunale di Viterbo e agli uffici competenti di procedere con urgenza al rilascio dei documenti ufficiali;
* agli organizzatori di concorsi, enti e istituzioni di adeguare immediatamente le proprie procedure, garantendo pari dignità e trattamento a tutte le persone, senza vincoli legati a dati anagrafici non ancora aggiornati.
Il rispetto dell’identità di genere è un principio cardine dei diritti umani e deve essere applicato in ogni ambito della società”. Così il capogruppo di Luce Hub.








