Motori, parla Elio Marchetti: “Il team Marchetti Racing tra le certezze del motocross”

MarchettiElio Marchetti è una persona che ben difficilmente si trova nella condizione di non sapere come ingannare il tempo: le sue giornate, infatti, si sviluppano in un tran-tran frenetico di impegni ed incontri di lavoro, con la suoneria del telefono a fare continuamente da sottofondo musicale. È il prezzo da pagare quando si è coinvolti in tante attività; Marchetti lo sa e non sembra preoccuparsene troppo, anzi, sguazza felice nel suo mare d’impegni, al punto che da un paio d’anni a questa parte ha deciso di lanciarsi in un ulteriore progetto: un team impegnato nel Campionato del Mondo di motocross.

 

Marchetti, trentanovenne viterbese doc, ha una storia sportiva importante legata al mondo dei motori. Promettente motocrossista in età adolescenziale, ha dovuto interrompere prematuramente la sua carriera a causa di un brutto incidente, che l’ha tenuto lontano dalle corse per due anni. Tornato in sella, si è dedicato alle moto da strada e poi è passato alle auto, conseguendo risultati di prestigio in competizioni nazionali ed internazionali. Oggi di lavoro fa l’imprenditore, ma l’amore per le moto gli è rimasto nel sangue e non l’ha abbandonato mai.

Lo abbiamo incontrato in una sua ordinaria giornata di lavoro, sommerso tra clienti, carte e telefonate, per sapere qualcosa in più della sua ultima creatura motociclistica, il Marchetti Racing, che dal prossimo anno beneficerà della promozione nel gruppo dei team ufficiali KTM.

Allora Elio, innanzitutto ti ringraziamo per la disponibilità, perché ti vediamo decisamente indaffarato. Ma è così tutti i giorni?

Eh sì, i ritmi sono abbastanza frenetici, soprattutto all’occhio di chi non è abituato. Comunque quest’intervista mi servirà anche per rilassarmi un po’, quindi sono io che ringrazio voi.”

Spiegaci com’è nata la decisione di creare il team Marchetti Racing.

Beh, per me avere un team non è una novità. Dal 2009, insieme al mio amico Simone Girolami, sono il titolare del team 747 Motorsport, che è impegnato nel mondiale Supermoto e con cui abbiamo già vinto dei titoli iridati, l’ultimo dei quali quest’anno con Mauno Hermunen. Tuttavia per me il supermotard è sempre stato un ripiego, perché la mia vera passione è il motocross ed il mio sogno era quello di aprire un team in questo sport: nel 2012 ci sono riuscito, creando il KTM Marchetti Racing. Da quel momento, anche per ragioni di tempo, ho dovuto ridurre il mio impegno nel supermotard (delegando tutto il lavoro a Girolami) per dedicarmi maggiormente al team di motocross.

Di solito i team neonati si fanno le ossa nei campionati minori e poi, se ottengono risultati buoni, tentano il grande passo nel mondiale. Voi, invece, siete partiti subito in grande. Come mai?

Semplicemente perché avevamo le possibilità economiche e l’esperienza per fare subito il mondiale. Dopo soli due anni di attività ci siamo già guadagnati l’ingresso nel gruppo delle squadre ufficiali KTM e quindi credo di aver dimostrato che quella decisione non fu avventata.

Un bilancio della stagione 2013.

Dopo un 2012 in cui ci eravamo concentrati solo nel trovare il nostro posto nel mondiale, nel 2013 partivamo per ottenere qualche risultato di prestigio. Davide Guarneri, il nostro pilota di punta, stava correndo molto bene, ma purtroppo si è infortunato poco dopo metà campionato e non è riuscito a terminare la stagione. Delle belle soddisfazioni ci sono giunte anche da Tim Gajser, che veniva dai campionati giovanili ed è cresciuto tantissimo nel corso della stagione, arrivando addirittura a sfiorare il podio nelle ultime gare del mondiale MX2. In generale posso dire che è stata una buona stagione che, con un po’ di fortuna in più, sarebbe potuta andare ancora meglio; ad ogni modo il nostro lavoro non è andato sprecato, visto che KTM ci ha premiato inserendo il nostro team nel suo programma di sviluppo dei giovani.

Quindi nel 2014 diventerete una sorta di “junior team” di KTM?

Esattamente. Fino ad ora eravamo alle dipendenze di KTM Italia, mentre dal 2014 risponderemo direttamente a KTM Austria. Lavoreremo per conto della sede centrale e saremo una parte importante nel loro programma di sviluppo dei piloti: in pratica il nostro lavoro sarà far crescere alcuni giovani promettenti in vista di un eventuale futuro passaggio nella squadra ufficiale KTM. Questo compito fino al 2013 era svolto dal team belga di Jacky Martens, ma dall’anno prossimo Jacky passerà a gestire le Husqvarna ufficiali e KTM ha pensato a noi per rimpiazzarlo. Per noi è una grandissima soddisfazione, perché per ottenere la fiducia di una Casa come KTM, che nel motociclismo off-road è una potenza dominante, devi dimostrare di avere la struttura e la mentalità da top team.

E allora da chi sarà composta la squadra 2014?

Avremo quattro piloti, tutti under 20. Il più piccolo è Alessandro Facca, un giovanissimo laziale che ha vinto titoli nazionali nel minicross e continuerà con noi il suo percorso di crescita nei campionati giovanili; poi ci sarà il sedicenne bulgaro Ivan Petrov, che è nel team già dalla scorsa stagione e correrà il campionato Europeo 125. Il terzo pilota è Pauls Jonass, un altro sedicenne che viene dalla Lettonia ed è Campione del Mondo Junior in carica: dobbiamo ancora decidere se farlo correre nell’Europeo o nel Mondiale MX2, ma da quello che abbiamo visto nei primi allenamenti posso dire che siamo fortemente orientati per il Mondiale, perché ha già dimostrato di andare veramente forte. Il pilota più esperto (se così possiamo dire, visto che ha 19 anni) è Ivo Monticelli, un ragazzo marchigiano che già da qualche anno corre il Mondiale MX2; lui è la nostra grande scommessa, crediamo tantissimo in lui.

Obiettivi?

Per quanto riguarda Facca e Petrov, non puntiamo tanto ai risultati, quanto a farli progredire globalmente come piloti. Su Jonass non abbiamo pressioni particolari addosso, ma il ragazzo è veramente un grande talento, in questi primi allenamenti mi ha impressionato e credo che potrebbe anche piazzarsi subito nei primi dieci del Mondiale. La top ten, comunque, è un piazzamento che mi aspetto soprattutto da Monticelli: lui è il mio preferito (nella foto 2, Marchetti con Monticelli), non solo perché è italiano, ma anche perché ha un carattere tenace che mi piace tantissimo. Ha già fatto esperienza nel Mondiale, ha le doti per emergere e credo che sia ora per lui di cominciare a raccogliere qualche bel risultato.

In estate si erano rincorse con insistenza le voci di un possibile arrivo nel team di David Philippaerts, un campione molto amato e conosciuto. Ci sono state davvero queste trattative?

Elio Marchetti Ivo MonticelliCon David avevamo già raggiunto un accordo verbale di massima, sarebbe stato il nostro pilota in MX1. Poi, però, KTM Austria ci ha offerto la promozione tra i team ufficiali, all’interno del programma giovani, e quindi abbiamo dovuto fare un passo indietro e cancellare i progetti per la MX1.

A questo punto, però, una curiosità sorge spontanea. Nel calcio investire sui giovani può essere redditizio, perché, una volta che il ragazzo si è affermato, la società può vendere il cartellino e guadagnare parecchi soldi. Nel mondo dei motori, invece, non esistono cartellini dei piloti, quindi che guadagno c’è ad investire su un giovane, farlo crescere e poi cederlo gratuitamente ad altre squadre?

Nessuno. Al giorno d’oggi chi gestisce un team lo fa quasi esclusivamente per passione: non ci si guadagna più nulla e, anzi, spesso dobbiamo rimetterci dei soldi di tasca nostra. Sono rimasti in pochi i team manager che fanno solo quello per lavoro; la maggior parte dei manager, e tra questi ci siamo anche io ed il mio socio Franco Tomassini, fa altri lavori per vivere e gestisce i team solo per passione e soddisfazione personale.

Quanto costa affrontare una stagione nel mondiale cross?

Dipende dagli ingaggi dei piloti che si hanno in squadra.”
Esclusi quelli?

“Esclusi quelli, dipende da quanto si vuole e si può investire. Noi siamo sui 400-500.000 euro e facciamo investimenti da top team: abbiamo una sede qui in Italia ed una in Belgio per gli allenamenti invernali, con appartamento per i piloti ed officina attrezzatissima, quindi facciamo tutto con la massima professionalità.

Quanto guadagna mediamente un pilota di motocross?

Innanzitutto bisogna tenere conto che in tutti gli sport di motori, non solo nel motocross, ci sono tanti piloti che non guadagnano affatto. Nella maggior parte dei casi chi non si piazza tra i primi paga di tasca sua per correre, oppure porta in dote uno sponsor importante che permette al team di coprire le spese. I soldi “grossi” girano solo quando ci si relaziona con atleti di prima fascia: nel mondiale cross un pilota da top five può avere un ingaggio che varia tra i 150.000 euro ed il milione. Belle cifre, ma si limitano solo ai primi sette-otto del mondo.

È difficile trovare sponsor che sostengano i team?

Al giorno d’oggi è quasi impossibile. Gli unici team che ancora riescono a resistere sono quelli ufficiali, ma anche per loro la situazione sta diventando difficile. Noi partecipiamo al mondiale perché abbiamo trovato il budget attingendo al nostro patrimonio personale, altrimenti non ce l’avremmo mai fatta.

Sappiamo che il tuo progetto nel motocross è molto legato al team De Carli, la squadra ufficiale KTM che schiera Tony Cairoli. C’è una collaborazione tra voi?

Claudio De Carli è un amico; lo conosco da tanti anni e posso dire che, se il team Marchetti è entrato nell’orbita KTM, lo devo anche a lui. La sua squadra ha sede a Roma, i suoi piloti sono venuti spesso ad allenarsi sulla nostra pista di Viterbo e sicuramente, se ho bisogno di un consiglio, so che posso fidarmi di lui. Ad esempio, è stato Claudio ad intercedere con KTM per l’ingaggio di Monticelli, che poi è stato destinato alla mia squadra.

Il motocross a Viterbo sta vivendo un’epoca storica a livello di risultati, con il tuo team ed Alessandro Lupino a rappresentare la nostra terra nel mondiale. Hai notato una crescita anche per quanto riguarda i praticanti?

Sinceramente no. Lupino è un personaggio che in sé non può influire più di tanto, perché è quasi sempre via da Viterbo a causa dei suoi impegni agonistici. Noi siamo molto più attivi sul territorio: abbiamo una concessionaria ed una pista di motocross, organizziamo gare, eventi, giornate di prove e possiamo offrire agli amatori un’assistenza qualificata, grazie all’esperienza acquisita dai nostri tecnici nei GP mondiali. Eppure il movimento degli appassionati non mi sembra essere cresciuto granché: sulle piste, bene o male, vedo sempre le stesse facce.

Oltre a soffrire la crisi, il motociclismo, in particolare quello off-road, è malvisto dall’opinione pubblica e poco supportato politicamente. Questo crea problemi a chi vuole gestire un impianto e a chi vuole praticare lo sport.

Purtroppo il motocross è uno sport povero, nel senso che non genera grandi interessi economici intorno ad esso. E quando una cosa non genera interessi economici, è facile che non generi neanche interessi politici. Questo, ovviamente, va a discapito di chi ama questo sport e lo pratica con passione, ma c’è poco da fare. A me piacerebbe provare a realizzare una grande pista, su cui magari un giorno organizzare una prova del Mondiale, ma so già che in questo progetto non incontrerei il minimo appoggio da parte degli enti locali; anzi, faticherei anche solo a cominciare. Se non hai il Comune dalla tua parte, non puoi nemmeno ottenere la concessione di un terreno ad uso sportivo, quindi c’è poco da inventarsi…

Per concludere, puoi dirci quali appuntamenti avranno i tifosi per sostenere il team Marchetti?

Ci sono le tre gare degli Internazionali d’Italia e due GP del Mondiale che si disputeranno in Italia. Purtroppo quest’anno le piste sono quasi tutte lontane: i GP iridati si correranno ad Arco di Trento (il 13 aprile) e a Maggiora (il 15 giugno); gli Internazionali d’Italia hanno in calendario una prova in Sicilia, una in Sardegna e l’unica che è oggettivamente abbordabile, a Montevarchi, il 16 febbraio. Inoltre faremo l’ormai classica cena di presentazione del team il 13 dicembre qui a Viterbo, all’agriturismo Monteparadiso; la serata è aperta a tutti e molto probabilmente avremo tra gli ospiti anche Claudio De Carli e Tony Cairoli. Le prenotazioni sono gestite dal mio socio Franco Tomassini, presso la sede della concessionaria MT Moto.

   

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