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Musica ed impegno sociale per sostenere la ricerca contro la SLA (VIDEO)

di MARIELLA ZADRO –

VITERBO – In programma dal 28 febbraio al 5 settembre, dodici concerti, un programma “stellare” che Tuscia in Jazz for SLA, ha portato il primo festival nella città dei Papi.

“Un messaggio culturale e sociale che il nostro territorio lancia all’Italia intera, unendo il potere della musica alla bellezza millenaria dei nostri monumenti e della nostra storia, per una causa straordinaria”.

È Italo Leali organizzatore del festival, dopo che nell’aprile del 2022 gli venne diagnosticata una malattia terribile, la sclerosi laterale amiotrofica (SLA).

E nonostante tutto e le tante difficoltà che giornalmente incontra è sempre presente durante i concerti, abitualmente ringrazia il pubblico e lo saluta con: “Cara, maledetta Sla, io sono Italo Leali e non mi arrendo. La vita è e resta meravigliosa”.

Ogni appuntamento è tutto esaurito, anche venerdì 10 aprile, il primo in programma presso l’Auditorium della Università della Tuscia, un sold out che ha visto la presenza del Prefetto Sergio Pomponio, la Magnifica Rettrice prof. Tiziana Laureti, l’assessore Sport e PNRR Emanuele Aronne, il direttore di TusciaWeb Carlo Galeotti, amici di Italo ed molti intenditori della buona musica.

La Rettrice ha salutato il pubblico e ricordando alcune parole del presentatore ha sottolineato che con vero piacere ha accolto la proposta del concerto con lo spirito accogliente, di come si aprono le porte della propria casa.

L’assessore Aronne, ha invitato il pubblico a fare di più:” Ogni offerta   può contribuire alla battaglia di questa malattia. Portiamo amici ad ogni concerto, ma impegniamoci per la ricerca”.

Carlo Galeotti, ha illustrato il progetto originale ed il suo sviluppo.

Ha visto sul palco Enzo Pietropaoli Yatra Quartet composto da Fulvio Sigurtà alla tromba, Julian Mazzariello al piano, Enzo Pietropaoli al contrabasso e Alessandro Paternesi alla batteria.

Hanno ripercorso l’esperienza musicale avuta da Pietropaoli al fianco di Chet Baker dagli anni ’70 al 1988, anno della sua morte.

“Alcuni brani del repertorio sono “in stile”, ha spiegato il musicista, le altre composizioni che ascolterete sono state scelte per motivi legati a esperienze personali, sempre cercando di rappresentare i tratti salienti della sua storia.

Indicazioni e calendario prossimi concerti sul sito tusciainjazzforsla.it e la Facebook Tuscia in Jazz Festival

 

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