Musicultura, per vivere la musica a 360 gradi

emiliano di vozzoUn’associazione che si occupa di musica a 360 gradi. Con corsi di strumento di stampo classico e moderno, scuole musicali dislocate un po’ in tutta la Tuscia e tante iniziative collaterali, tra eventi, festival, rassegne e quant’altro, per un’offerta musicale completa, riservata a fruitori d’ogni età e d’ogni gusto. E’ Musicultura, un’associazione culturale, e musicale nello specifico, costituita dodici anni fa, che da Vallerano si è diffusa in tutto il territorio del Viterbese.

 

A parlarci di questa associazione che si occupa in particolare di didattica della musica, con metodi innovativi che affiancano quelli più tradizionali e consolidati, è stato il presidente, Emiliano Di Vozzo, musicista e organizzatore di eventi in campo musicale, coordinatore artistico, insieme a Maurizio Gregori, dell’Istituto musicale Giacomo Carissimi di Viterbo e di altre scuole musicali in vari comuni della provincia.

 

di vozzo“La nostra è un’associazione nata 12 anni fa – spiega Di Vozzo (cliccate qui per vedere il video) – con l’intento di sopperire alle varie necessità in ambito musicale, soprattutto nel settore didattico, che in realtà era un po’ carente nel nostro territorio. Abbiamo iniziato questa nostra avvincente avventura quasi per gioco, per crearci nuove opportunità di lavoro a Vallerano. E da lì tutto è partito. Ci siamo impegnati a livello didattico e da Vallerano abbiamo iniziato pin piano ad estendere il nostro raggio d’azione andando a toccare quei comuni che presentavano a livello didattico alcune carenze e avevano bisogno di un supporto professionale che forse in quei luoghi mancava. Da Vallerano ci siamo spostati a Marta, Capodimonte, Vignanello e negli ultimi due anni anche a Fabbrica di Roma e Castel Sant’Elia. Abbiamo proposto i nostri progetti e si sono avverati molti dei nostri sogni in campo musicale. Sono sorte le prime scuole di musica comunali, gestite in maniera seria, autonoma, distaccata dalle amministrazioni. Dalla provincia, siamo arrivati anche al capoluogo dove abbiamo rilevato l’attività dell’istituto Carissimi che in qualche modo ci rappresenta e che è al centro di questa simbolica linea che taglia la Tuscia dal lago di Bolsena fino alla Cassia. L’istituto Carissimi è per noi un po’ il fiore all’occhiello, è una struttura che ci permette, a livello provinciale, di rappresentare tutte le attività che facciamo negli altri comuni. E’ un centro simbolico ma anche operativo. Una scuola di musica, fondata nel 1976, che è sempre stata un po’ un emblema per tutta la Tuscia, la prima scuola di musica di Viterbo che ha ottenuto un riconoscimento da parte del ministero della Pubblica istruzione per le qualità e le professionalità del sistema didattico adottato. Abbiamo rilevato questo istituto sei anni fa, rinnovandolo ma mantenendo sempre la sua impostazione originaria, che era prevalentemente di stampo classico, per una sorta di continuità con la tradizione, di rispetto per la cultura e per la musica”.

E il rinnovamento, tanto nell’Istituto viterbese Giacomo Carissimi quanto nelle altre scuole musicali gestite da Musicultura in tutta la Tuscia, comunque c’è stato. Il carattere prettamente classico dei corsi e dei metodi didattici è rimasto intatto. C’è stata soltanto una nuova apertura alle esigenze e ai gusti delle generazioni emergenti. Tutto questo ha portato freschezza, aggiungendo qualche stimolo in più per far nascere nei ragazzi una nuova passione nei confronti dell’arte dei suoni. E così accanto ai corsi tradizionali, sono stai creati corsi di musica leggera, ben più accattivante per i giovani, con nuovi linguaggi musicali, più moderni e al passo coi tempi, da apprendere e comprendere.

“Abbiamo conservato tutto ciò che riguarda il mondo classico della musica – conferma Emiliano Di Vozzo – andando incontro, nello stesso tempo, al bisogno comune dei giovani e alle esigenze delle nuove generazioni. Accanto ai corsi di pianoforte classico sono stati inseriti corsi di tastiera, la chitarra classica è stata affiancata dalla chitarra elettrica e sono stati inseriti corsi di canto moderno accanto a quelli di canto lirico. Questa si è rivelata una formula vincente. Abbiamo raggiunto un numero esorbitante di iscritti, che si è moltiplicato nel tempo. Il Carissimi è oggi il riflesso di tutte le attività che facciamo nelle altre scuole di musica della provincia. Le persone ormai ci conoscono, sanno quali sono le nostre attività, quali corsi facciamo e quali iniziative organizziamo. Ma soprattutto sanno che avvicinandosi alla nostra associazione vivranno la musica a 360 gradi. Completamente e totalmente. Dal classico al moderno. La musica, infatti, si vive studiando ma si vive anche dedicandosi a tante altre attività come gli eventi, le rassegne, i festival e quant’altro possa far comprendere e conoscere il linguaggio musicale”.

E la richiesta di musica cresce di pari passo, insieme all’offerta.

“C’è sempre più richiesta di musica – conferma Di Vozzo – La cosa buona è che siamo riusciti comunque a portare la musica nelle case, nelle famiglie, anche se solo per poco tempo. Molti vogliono provare e tanti ragazzi sono riusciti in questa esperienza di vita, indipendentemente dal livello di preparazione, amatoriale o professionale che sia, con cui si sono accostati alla musica. Prima c’era un certo timore ad avvicinarsi alla musica perché veniva percepita e intesa solo come studio. Noi siamo riusciti a far capire che la musica va vissuta comunque, al di là delle ore che ognuno decide di dedicare a uno strumento. La musica è ascolto, è ricerca, passione, emozione. Al di là dello sbocco professionale. Al di là delle prospettive. Al di là di quelle che sono le capacità reali di ognuno. La musica è un’arte che va vissuta per quello che è. Io parlo da musicista, da insegnante e da amico di tanti bambini e di tanti ragazzi che frequentano la musica. Loro si aprono con noi, si confidano. Si percepisce subito quanta emotività ci sia in ognuno di loro, indipendentemente dalle aspettative o dalle speranze. Tutti, in ogni caso, sono affascinati e attratti da questo linguaggio. Moltissimi ragazzi vogliono almeno provare a studiare, a suonare qualche strumento a loro più congeniale. Ma ci sono anche tanti, che non sono più giovanissimi e che magari sono stati scoraggiati a intraprendere questa strada per una didattica troppo severa, per un metodo di studio non appropriato o per brutte esperienze passate fatte con insegnanti sbagliati che li avevano scoraggiati, che ora vorrebbero dedicarsi nuovamente allo studio di uno strumento e che si rivolgono a noi, per provare di nuovo. La musica è un’arte rivolta a tutti. L’importante è viverla. E’ fondamentale vivere la musica, anche se si è stonati o non si è portati per suonare uno strumento. Bisogna comunque provare. Senza lasciarsi intimorire. Perché è importante che chiunque abbia la possibilità di vivere l’emozione che solo la musica può dare”.

   

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